Croce Verde, ufficiali i licenziamenti I lavoratori sono pronti allo sciopero
PAVIA. Pronti a tutto. Anche allo sciopero, per salvare non solo quei sei posti di lavoro, ma la coesione e la storia di quei trentaquattro dipendenti e quei trecento volontari che formano quel pezzo di storia recente di Pavia che si chiama Croce Verde. Una Croce Verde che, dopo le notizie circolate la settimana scorsa, ha ufficialmente avviato le procedure di licenziamenti collettivi. L'assemblea dei lavoratori, «dopo ampio dibattito, votando, li rifiuta ed esprime la volontà di difendere i sei posti di lavoro».
Per lo stato di crisi della Croce Verde si sta mobilitando tutta la città, e non solo. Ci sono Comuni limitrofi che hanno stanziato piccole quanto significative cifre per venire in aiuto di quella che è una vera e propria istituzione. Ma non bastano i duemila euro, per citare l'ultimo bel gesto amministrativo. Il «buco» di bilancio della Croce, infatti, è di circa 30omila euro, provocato in parte da un calo significativo delle donazioni - insomma, pavesi meno generosi anche perché più poveri -, e principalmente dalla prossima cessazione (15 settembre 2005) dell'appalto per i trasporti interni al San Matteo, servizio che il Policlinico gestirà in proprio. Di fronte a un problema strutturale che riguarda le entrate, a parità di spese, la risposta deve essere strutturale, ha sostenuto il presidente Renato Maggiani. Insomma, sei persone a casa, qualche economia, e il caso è risolto. Ma è proprio cosi? Non sembrano pensarla cosi i lavoratori che si sono confrontati in assemblea con i sindacati rappresentati da Sante Marangon (segretario Fp-Cgil) e Antonio Cassinari (Cisl). «Nella lettera dell'Anpas regionale sono previsti 4 licenziamenti dal 15 settembre, un quinto a dicembre, il sesto a gennaio 2006 - spiega Marangon -. Ma noi vorremmo ragionare sui conti: e infatti la prima cosa che abbiamo chiesto è un incontro con la direzione per vedere quali sono state le loro elaborazioni sui risparmi. Noi siamo disponibili ad una flessibilità oraria per permettere un utilizzo ottimale dei dipendenti tagliando gli straordinari che sono di circa 7mila ore l'anno. Poiché dei sei licenziamenti, due sono di fatto dei pensionamenti senza sostituzione, siamo convinti che sia possibile, appunto con soluzioni diverse, risparmiare a sufficienza ed evitare gli esuberi; ossia, che si possa incidere più radicalmente, con più coraggio se la direzione volesse affrontare il problema alla radice e non subirlo. Certo è che sorprende scoprire, ora, che la Croce Verde ha sempre lavorato in perdita, che ogni ora di straordinario in più erano costi in più... Ma qui siamo persino in una situazione un po' paradossale dove la direzione è ferma, mentre i lavoratori agiscono come se fossero loro i dirigenti, cercando incontri con i consiglieri regionali, con il sindaco. E mercoledi si incontrerano con il Prefetto». Entro sette giorni la direzione della Croce Verde deve convocare l'incontro con le rappresentanza sindacali. Nel frattempo i lavoratori stanno programmando iniziative di lotta, tra qui volantinaggi e presidi. «Non escludiamo lo stato di agitazione o lo sciopero - fa sapere Marangon - ma ne potremo parlare solo dopo l'incontro con la direzione».