«Ecco Riso Scotti Romania»


BUCAREST. «Ecco come la Riso Scotti Romania realizzerà la sua strategia di penetrazione nei mercati dell'Europa dell'Est». Tocca al presidente e amministratore delegato Giancarlo Masini, il manager scelto da Dario Scotti per l'esaltante impresa, entrare nel dettaglio. Con una premessa dello stesso Scotti: «Il bastone di comando, la testa pensante del Gruppo e le unità produttive per i mercati Italia ed Europa occidentale sono e resteranno a Pavia».
Giancarlo Masini, presidente e amministratore delegato della Riso Scotti Romania, illustra tecnicamente il 'Progetto Danubio". «Riso Scotti - dice presenta la linea 'Bob cu bob", un'espressione che si traduce 'chicco per chicco", una gamma plasmata sui gusti e sulle esigenze dei consumatori romeni, che comprende due varietà di riso, una tonda e una affusolata, confezionate in doppio incarto trasparente da un chilo, un risotto, un thai e un thai parboiled».
Poi Masini passa a illustrare la strategia Riso Scotti Romania. «La realizzazione del Progetto Danubio - spiega - ha voluto dire per il Gruppo Scotti costituire in Romania una rete di aziende, ciascuna con una propria ambizione, sinergica e complementare. Eccole. C'è Risi Milling, controllata da Riso Scotti Spa, che ha come missione la trasformazione del riso coltivato in Romania. Una seconda azienda è la Enal, che è specializzata nella lavorazione del riso soffiato e nella produzione di gallette di riso. La materia prima verrà acquistata dalla terza società costituita dal Gruppo che è la Risi, che trasformerà e confezionerà il prodotto vendendolo alla società Riso Scotti Romania. Questa è la consociata che curerà la commercializzazione sul territorio romeno e dei paesi dell'Est». Questa è dunque la struttura con cui la Riso Scotti Romania intende aggredire il mercato dell'Est europeo.
Riso Scotti, spiega ancora Masini, intende realizzare il Progetto Danubio conseguendo i massimi benefici per il paese ospite, che potrà godere di alcuni aspetti: l'accorpamento dei terreni per riunificare le proprietà e consentire l'uso della meccanizzazione, il recupero ambientale dei terreni incolti da oltre 15 anni, la valorizzazione di territori che per problemi di ristagno, di eccesso di salinità o di alcalinizzazione, sono inadatti ad altre coltivazioni, e ancora la produzione di riso con un percorso che porterà all'autosufficienza della Romania, il tutto condito da un incremento dell'occupazione e con la creazione di nuove competenze.
Nella seconda parte del suo intervento Giancarlo Masini illustra il ruolo della Romania nello sviluppo internazionale del Gruppo Scotti. L'azienda del Bivio Vela è presente in 54 Paesi del mondo. Il fatturato internazionale rappresenta attualmente il 9% del totale del fatturato del gruppo Scotti. L'obiettivo è di portarlo al 30%.
La nuova strategia lanciata dal Gruppo Scotti con l'operazione Romania prevede un intervento su scala planetaria a tre livelli. Innanzitutto ci sono i mercati primari, come quello della Romania, in cui si riproduce il sistema Riso Scotti Italia. Una seconda categoria è quella dei mercati potenziali, in cui si fanno e si faranno investimenti mirati in comunicazione, si rafforzeranno partnership distributive e si coinvolgeranno in maniera diretta alcune catene della grande distribuzione. La terza categoria è quella dei mercati dell'export, più generalisti, verso i quali il Gruppo Riso Scotti continuerà a seguire la strategia attuale.
Perché è stata scelta proprio la Romania come primo punto dell'internazionalizzaione della Riso Scotti? Per alcuni aspetti macroeconomici, risponde Masini. E cioè: la crescita media annua negli ultimi tre anni del 5%, salito all'8% nel 2004, che collocano la Romania ai vertici delle spinte allo sviluppo in Europa (si pensi che per i paesi dell'Europa occidentale si parla di crescita zero se non di stagnazione). C'è poi l'inflazione in continuo calo e un regime di nuove aliquote fiscali molto favorevoli. Ci sono, ancora, aspetti geografici che hanno determinato la scelta: una superficie agricola di 14,7 milioni di ettari di elevata fertilità, un clima adatto, la disponibilità di acqua irrigua. E poi ci sono aspetti culturali: sono oltre 11 mila le imprese italiane già operative in Romania e oltre 600 mila i romeni che lavorano per queste imprese. Infine, bisogna tenere conto dell'affinità tra i due popoli. Il mercato del riso romeno si situa sulle 100 mila tonnellate annue, con un consumo pro capite di 4,5 chilogrammi.

dall'inviato Sisto Capra