Super progetto su credito e imprese
PAVIA. Il credito è una delle questioni chiave per le imprese, soprattutto per quelle medio-piccole: riuscire non solo a ottenere soldi al tasso più favorevole, ma anche gestire in modo efficiente i flussi finanziari, in entrata e in uscita, è spesso determinante per l'attività imprenditoriale.
Da questa considerazione nasce l'iniziativa avviata da Fidimpresa (il consorzio fidi della Cna) insieme a Confartigianato Lomellina, Unione liberi artigiani e alla stessa Cna: a 180 aziende del settore artigiano - con un fatturato grossomodo tra i 100 mila e 2 milioni di euro - verrà in pratica offerto un servizio di assistenza e consulenza finanziaria certificato, che partendo dalla ricostruzione dell'attività aziendale svilupperà l'analisi dei fabbisogni finanziari dell'impresa.
Un'iniziativa ambiziosa, che è allo stesso tempo un esempio di collaborazione concreta, sul campo, tra il mondo delle imprese e l'Università. Il Laboratorio di analisi di finanza d'impresa (Lafi), cuore del progetto, vede infatti l'apporto di docenti universitari.
L'operazione è destinata anche a giocare un ruolo importante nel rapporto con le banche. La «certificazione» consentirà infatti alle imprese di presentarsi nel modo migliore nel momento in cui dovranno chiedere credito: in altre parole le banche si troveranno davanti un'azienda non sconosciuta, ma della quale avranno un quadro completo (in genere le piccole imprese possono limitarsi a presentare bilanci semplificati, dai quali è pressoché impossibile sapere il reale stato di salute dell'attività).
In sintesi, da un lato le banche sono più garantite, dall'altro le imprese potranno ottenere il credito a condizioni più eque. Spesso le aziende piccole hanno difficoltà nella gestione finanziaria. La pubblica amministrazione, per esempio, paga le imprese a 180 o 210 giorni di distanza e dover attendere 6 o 7 mesi rischia di mettere in crisi quelle aziende che non sanno gestire adeguatamente le risorse finanziarie. A volte i problemi sono ancora più banali: molti imprenditori non hanno dimestichezza con la gestione dei conti e spesso finiscono in «rosso» senza rendersene conto, andando incontro al pagamento di interessi fino al 13-14%.
Il progetto - del costo totale di 257 mila euro - si finanzia in parte con il contributo assegnato da Unioncamere (77 mila euro) e in parte con la quota di 600 euro che verseranno le aziende interessate: con assemblee sul territorio, organizzate dalle associazioni aderenti, si spiegherà alle aziende in cosa consiste l'iniziativa.
«E' un'operazione di qualificazione del sistema produttivo locale - dice Nicola Adavastro, direttore di Fidimpresa - e la facciamo portando l'Università sul territorio. Realizziamo qualcosa che a Pavia non c'è: un servizio di consulenza finanziaria per le imprese minori, a partire dall'esperienza dei confidi. La certificazione serve a presentare le aziende nel modo migliore alle banche: con il protocollo Basilea 2 gli istituti di credito dovranno dotarsi di un modello di valutazione dei loro clienti che chiedono un credito. In pratica si tratta di calcolare il rating, cioè il rischio delle singole imprese, in modo da applicare loro un tasso di interesse equo. Dal 2007, infatti, i tassi di interesse applicati dalle banche non dipenderanno solo dal ciclo economico, ma saranno commisurati alla 'classe di rischio" di chi chiede i soldi in prestito. Alle imprese, dopo un'analisi accurata dell'attività, diremo, per esempio, quali correttivi dovrà mettere in atto, o al contrario che in base alla sua situazione potrà ottenere dalle banche un trattamento più favorevole di quello che ha attualmente».