«Non sto scalando il Corriere»

ROMA.Silvio Berlusconi 'benedice" Stefano Ricucci, l'imprenditore romano che da tempo sta rastrellando azioni della Rcs (Rizzoli Corriere della Sera, proprietaria del primo quotidiano italiano), con l'intento di assumerne il controllo. «Quando qualcuno osa dare fastidio ai poteri forti, allora viene messo sotto accusa. Per me è inaccettabile». Lo dice dopo l'incontro, tra gli altri, proprio con Ricucci nella sede della Confcommercio, rispondendo ad una precisa domanda dei cronisti. E aggiunge: «Sono accettabili tutte le operazioni che rispettano la legalità di mercato. Compresa quella su Rcs».
Molti hanno malignato che dietro l'ignoto Ricucci (famoso per essere il promesso sposo di Anna Falchi) ci sia la sagoma di Berlusconi, da anni in polemica con il Corriere della Sera. Ma il Cavaliere smentisce: «Con l'operazione Rcs io garantisco sul mio onore e sulla mia parola che non c'è alcun interesse da parte del mio gruppo all'operazione stessa». «Anche noi - aggiunge - ci poniamo delle domande, mi sembra che ci siano delle ostilità a questa operazione che sono inacettabili. Mi riferisco a tutte le operazioni; non si possono scatenare campagne contro operazioni finanziarie se vengono rispettare le regole». E spiega di riferirsi «a tutte le operazioni che in questo momento sono in campo nel mercato finanziario, anche per esempio alle Opa relative agli istituti bancari. C'è una Consob che deve far rispettare le regole del mercato, quando queste regole sono rispettate non si possono scatenare campagne contro questa o quella operazione che rispettano le regole del mercato. Questo lo dico da liberale convinto, al di là di ogni interesse».
Per il momento, com'è noto, Rcs è blindata da un patto tra un gruppo di azionisti che nel loro insieme detengono la quota di controllo (e che dichiarano di non voler trattare con Ricucci).
A.G.