Al capezzale del «Grande Fiume»
STRADELLA.Il 'Grande Fiume" è malato: su questo tutti sono d'accordo. Ma che fare per riportare il Po in salute? Ne hanno discusso, l'altra sera a Stradella, una quarantina di sindaci dei comuni rivieraschi, ambientalisti, agricoltori.
'Uomini di Po", come avrebbe detto Cesare Zavattini, al capezzale di un fiume che è malato ma può tornare in salute. Si tratta di capire come intervenire. L'occasione per parlare del 'Grande Fiume" e delle ricette per risanarlo, l'assemblea convocata dall'associazione 'Acqua, salute e benessere": un'assemblea per capire, prima di tutto, chi può partecipare all'operazione. Basta il lavoro, per cosi dire, volontario, oppure servono alleanze con enti e istituzioni? E bisogna ragionare in termini di bacino oppure pensare in grande al fiume in tutto il suo corso? Quesiti ai quali sindaci, amministratori, rappresentanti di associazioni e amici del Po dovranno rispondere entro il prossimo 30 giugno sulla base di un questionario che verrà messo a punto da un team di cui faranno parte il sindaco di San Zenone Po, quello di Stradella e William Zanca. Il primo obiettivo è contarsi e capire cosa fare in futuro. L'associazione è sorta spontaneamente, finora ha collezionato diversi convegni, prodotto idee, sensibilizzato amministratori pubblici. In sostanza ha lavorato per far nascere una nuova cultura del Po. E lo ha fatto riscuotendo consensi ovunque. Anche da parte degli ambientalisti, come è stato ribadito l'altra sera nel corso della maxi assemblea dell'associazione. Il riconoscimento è arrivato da Gilberto Pacchiarotti, rappresentante locale del Wwf.
Molto è stato fatto, ma ancora di più si può fare. Ma come? Quesito non facile a cui, ad esempio, risponderanno un centinaio di sindaci, fra province di Alessandria, Pavia e Piacenza. All'assemblea della svolta, coordinata da Siro Lucchini, ex sindaco di Arena Po, vero deus ex machina dell'associazione, hanno partecipato una quarantina di sindaci e fra i tanti hanno portato il loro contributo, Federico Radice Fossati, il presidente della Spa Broni-Stradella, Luigi Maggi e dell'Acaop (aziende acquedotto Oltrepo Pavese) Angelo Abbiadati. E naturalmente diversi amministratori pubblici. Il punto vero è soprattutto cosa fare, come fare e con chi fare? «Contiamoci - ha detto Lucchini - non possiamo fare altrimenti». L'associazione, sin qui, ha operato bene, soprattutto con impulso e stimolo di alcuni. Ma in cassa c'è un 'rosso" di 25mila euro, nonostante nessuno sia mai stato né pagato né rimborsato. Anche questo è la dimostrazione che, se si vuole incidere, bisogna per forza trovare la dimensione ideale». Nel frattempo, martedi, a Piacenza si insedia su iniziativa dell'Autorità di bacino del fiume Po, la consulta dei sindaci della media valle del Po. Idee e progetti non mancano, forse ci sono anche i fondi, ma intanto si fa poco: i barcaioli ed appassionati del Po sono in sciopero da settimane. Nessuno pensa a scavare i fondali, ingombri di sabbia e detriti e sul fiume non si naviga più. Neppure con un canotto.
Pierangela Ravizza