Indagato un alto funzionario dello Stato
BORGORATTO. Spunta un altro nome eccellente nell'inchiesta sui lavori di ristrutturazione del palazzo municipale di Borgoratto Mormorolo, che coinvolge 25 persone: è quello di un alto funzionario dello Stato, ora in pensione, che, secondo la ricostruzione della procura di Voghera, avrebbe fornito informazioni riservate al sindaco, facendogli pervenire sottobanco, fra l'altro, la copia di un esposto della minoranza consiliare che puntava l'indice proprio sulle presunte irregolarità negli appalti.
Il pubblico ministero Walter Cotugno ha, proprio in questi giorni, chiuso la complessa inchiesta sugli appalti pubblici a Borgoratto e Romagnese, e la Guardia di finanza da giovedi scorso sta notificando l'avviso di conclusione delle indagini alle 25 persone interessate e che ora rischiano il rinvio a giudizio. La prassi lascia venti giorni di tempo alla difesa per eventuali contromosse, dopodichè, in assenza di ulteriori esigenze istruttorie, verrà fissata la data dell'udienza preliminare.
Il fatto nuovo più eclatante riguarda proprio la presunta fuga di notizie che avrebbe come terminali da una parte il Comune di Borgoratto e dall'altra l'alto funzionario dello Stato: negli atti si farebbe riferimento ad un fax partito da Pavia e arrivato in Oltrepo, contenente informazioni sull'esposto. Informazioni che, secondo l'accusa, non dovevano e non potevano essere in alcun modo divulgate. Un fax che sarebbe saltato fuori dalla montagna di documenti sequestrati ed esaminati dalla Finanza di Voghera, «braccio operativo» del pm Cotugno.
Per il resto, la chiusura dell'inchiesta non riserva ulteriori sorprese. Fra i nomi dei personaggi coinvolti, sindaci e amministratori tuttora in carica, ex amministratori, funzionari comunali, imprenditori. Escono di scena altri nomi di spicco, già indagati dalla procura.
Il caso parte da una perizia suppletiva sui lavori di ristrutturazione del municipio di Borgoratto: il segretario e il tecnico comunali avrebbero distrutto la prima pagina e cambiato il numero di iscrizione al protocollo, per far figurare che il documento era stato depositato il 25 maggio 2004, anzichè il 7 luglio.
L'operazione si sarebbe ripetuta anche con la relazione tecnica e altri atti allegati alla perizia. L'inchiesta appena chiusa dalla procura si occupa anche dei lavori di recupero dell'antica via Francigena a Romagnese, chiamando in causa tecnici e imprenditori, e dei lavori al cimitero comunale. (r.lo.)