Ciullo, non c'è il lieto fine
PAVIA.Francesco Ciullo è uscito definitivamente dall'orbita del Pavia lo scorso 1º maggio a Lumezzane, ma ce ne siamo resi conto solo ieri. Il bomber più prolifico del Pavia in C1, che con 18 gol ha tolto il record al pavesissimo Santino Pozzi - ex del Mantova a cavallo anni Settanta-Ottanta, ma questa è un'altra storia - ha chiuso la sua avventura in azzurro. A meno di un miracolo. Ciullo da domani torna ad essere un giocatore della Triestina: ruolo seconda punta, costo fissato a mezzo milione di euro, per gli operatori già da serie B. E per qualcuno vale molto di più, sia in termini economici che di categoria. Ciullo venerdi in allenamento, dopo un contrasto con Ceccarelli, ha riportato una distorsione al ginocchio destro. Ieri «Fra» si è presentato all'allenamento in stampelle con una vistosa doccia gessata a immobilizzare l'articolazione. Dopo i proclami di metà settimana («gioco io, voglio lasciare il segno prima di andarmene»), la favola non avrà lieto fine. Fa male al giocatore e lascia l'amaro in bocca ai tifosi. Era stato subito amore tra la curva Nord e Ciullo, in gol ad Acireale all'esordio in campionato con pronto bis una settimana dopo al Fortunati (colpo di testa vincente e Andria al tappeto). La consacrazione il 17 ottobre: Lucchese abbattuta con doppietta di Ciullo ed eurogol di Papini, anche lui assente oggi. La prima stecca del bomber il 16 gennaio contro il Mantova, fine girone di andata. Il Pavia ripescato è però terzo a metà stagione. Ciullo, già 11 centri, ferma l'Acireale e poi segna reti pesanti a Lucca e Novara. Quindi i due capolavori del 25enne di Marghera, scuola Venezia, Paolino Poggi come idolo di gioventù: il 27 febbraio con un diagonale al 12' della ripresa sigla l'aggancio in vetta alla Cremonese e sette giorni dopo rice-