La marcia dei tamburini vigevanesi dal Palio delle Contrade a Bruxelles

VIGEVANO.Non conoscevano esattamente le ragioni della protesta, ma ne hanno accompagnato il ritmo con duecento imprenditori calzaturieri provenienti da tutta Europa, e anche da Vigevano. Anzi erano alla testa del corteo che si è fermato davanti alla sede della Commissione Ue. Si tratta dei sette tamburini del Palio delle Contrade, che sono stati invitati dall'Anci (associazione nazionale calzaturifici) a Bruxelles, alla manifestazione organizzata per consegnare simbolicamente le chiavi delle loro aziende, in segno di protesta per chiedere misura di tutela contro l'invasione delle scarpe cinesi nell'Unione europea: le importazioni sono arrivate al 700% nei primi mesi dell'anno.
Da Vigevano sono partite sette persone: Alessandra Rivolta (del Consorzio Vigevano Export) più sei rappresentanti di tre calzaturifici: Cesare Martinoli-Caimar, Renato Cenedella e Sultana. Sull'aereo per Bruxelles c'erano anche i sette tamburini vigevanesi. Quindi, in tutto, la squadra partita dalla ex-capitale della calzatura era formata da quattordici persone.
«Non eravamo in costume, ma in borghese - spiega uno dei tamburini, Daniele Bellazzi - I vertici dell'Anci ci avevano visti a Vigevano, nel settembre scorso, quando erano venuti in Castello e ci hanno invitati».
Con lui c'erano anche Matteo Bottoni, Alessandro Cutrini, Brian Drago, Mattia Vanni, Riccardo Poledri «e Roberto, scriva il nome, tutti sanno chi è».
Daniele Bellazzi spiega che a Bruxelles non hanno fatto altro che suonare la marcetta del Palio delle Contrade. «E' stata una bella esperienza - spiega Bellazzi - In reatà noi non sapevamo le esatte ragioni per cui tutta quella gente protestava. Siamo stati chiamati per suonare i nostri tamburi e abbiamo suonato, come al Palio». (d.a.)