Ligabue, 4 palchi per il mega show


MILANO. «Volevamo una festa per dire da dove siamo partiti». E gran festa sarà per tutti. Per Ligabue che, al Campo volo di Reggio Emilia il 10 settembre, si troverà di fronte i centomila che già hanno acquistato il biglietto e che gli organizzatori del concerto puntano a far diventare il doppio. Un bagno di folla che il 'Liga" vuole senza riserve, al punto da aver predisposto quattro palchi diversi, proprio per godersi tutto il suo pubblico. «Quattro palchi attorno alla gente - dice lui - affinchè si senta abbracciata, attorniata o assediata da noi. Tutti i palchi saranno sempre attivi in modo che ci sia una sorta di surround, di abbraccio del suono».
Il rocker di Correggio non ha mai negato di essere un «tossico da palco» e, dopo due anni e mezzo di assenza dalle scene live, dice di «non stare più nella pelle all'idea di poter fare un'overdose simile in un concerto unico che ci consentirà di bruciare ancor più emozioni. Sono uno che vive tutto sulle emozioni e questa sarà emozione al cubo. Fremo dalla voglia di salire sul palco». Ma il mega-show nell'enorme spazio dove suonarono gli U2, sarà una grande festa anche per i fans che in quell'occasione vedranno celebrati i 15 anni di carriera del rocker di Correggio, nonchè il traguardo di 100 canzoni inedite da lui scritte, comprese nel calcolo anche quelle del nuovo disco di cui darà un assaggio nel concertone. Dell'album, che per ora non ha ancora un titolo, si sa solo che uscirà una decina di giorni dopo lo show-evento e che sarà preceduto da un singolo a fine agosto: «Sarà un disco abbastanza concentrato, fatto di non tante canzoni. Stiamo ancora scegliendo i pezzi da inserire, io posso solo dire che mi sta impegnando molto dal punto di vista del suono. Secondo me, un disco è la fotografia di chi sei e in questo ci sarà parecchio di me, anche se non si cambia a 45 anni». Il concertone, che diventerà un dvd, lo vede come la chiusura di un capitolo («Anche se non sta a me dirlo, bensi al tempo») e proprio per questo oltre alle pillole di futuro, dai quattro palchi in quella fetta di pianura che è il Campo volo, il 'Liga" ci metterà tutto il suo passato, portandosi dietro vecchia e nuova band. «Certo, puzza un po' di autocelebrativo e in parte lo è - ammette l'artista - ma se non avessimo un ego forte, non andremmo sul palco». La formazione attuale lo sosterrà nella parte di show dal palco principale, mentre i «Clandestino» degli inizi lo supporteranno sul palco Vintage dove tutto sarà come nei live di allora, dagli arrangiamenti alle luci. Ai lati di questo rettangolo con il pubblico in mezzo, ci sarà il palco Solo dove è prevista una breve esibizione tutta a base di chitarra e voce e il palco Giro d'Italia che vedrà il rocker con Mauro Pagani come nell'ultima tournée fatta nei teatri. Una maratona vera e propria, soprattutto per lui che correrà letteralmente da una zona all'altra. Ma una maratona anche nel periodo preparatorio che vede Ligabue impegnato in tre studi diversi per provare la con la banda, con i «Clandestino» e con Pagani, senza contare il lavoro al nuovo disco. «Sono cosi impegnato che non credo ci sarà tempo per partecipare al Live 8 da Roma, ma il cast è cosi ricco che la mia assenza non creerà problemi». Lui lo dice e il fantasma di Vasco Rossi e la sfida dei grandi numeri che ha aleggiato su tutta la presentazione si materializza: «Duettare con Vasco a Live 8? Io lo farei. Non mi piacciono le gare tra talenti: è sotto gli occhi di tutti ciò che ha fatto quel signore li per la musica italiana. Per me sarebbe molto divertente farlo, prima o poi». Ma per ora è tutto concentrato sull'appuntamento di Reggio Emilia che sarà aperto da una serie di gruppi tutti italiani: «Quel che più mi preoccupa è che non possiamo fare prove reali. Per riprendere contatto con le band, abbiamo deciso di allenarci con due show a Zurigo e a Monaco. Io posso solo dire che ci metterò tutto l'impegno, il resto si vedrà, visto che nei miei tour sono abituato agli uragani». Qualcosa però già si vede, e l'hanno annunciato gli organizzatori: «Ho parlato pochi giorni fa con la moglie di Frank Zappa e mi ha detto che suo marito aveva in mente proprio un allestimento simile», dice Claudio Trotta, ma l'affondo arriva poco dopo quando spiega di aver parlato del concerto di Reggio al braccio destro di Bruce Springsteen: «Lui ne è rimasto entusiasta e il Boss pare abbia detto 'Perchè non lo facciamo anche noi?"».

Linda Lucini