Società in crisi, la serie B può arrivare a tavolino
PAVIA. L'allarme di Carraro fa sperare i pavesi. Dopo l'introduzione di regole più severe del passato per l'iscrizione ai campionati, il presidente della Figc ha spiegato che «sarà un'estate calda». Sarebbero 42 le società professionistiche che rischiano di non potersi iscrivere, di cui due di A e dieci di B. Il Pavia ha già usufruito del ripescaggio un anno fa, per cui ora non ne avrebbe più diritto, ma se il 15 luglio dovessero liberarsi parecchi posti le prime ad aver diritto al ripescaggio sarebbero le retrocesse poi le finaliste ai play off.
«Deve succedere un terremoto perché una finalista dei play off di C1 possa salire in B - sostiene Armando Calisti, direttore generale del Pavia - . Dovete considerare che la B dovrebbe essere a 20 e che invece è a 22. Se due società sparissero la cadetteria tornerebbe a 20. Allo stesso modo, la serie C era prevista a 90 squadre, tra C1 e C2, mentre ora sono 93. Se tre sparissero non verrebbero sostituite e probabilmente il girone A di C1, quello del Pavia, tornerebbe da 19 a 18 squadre». Solo un terremoto estivo nel calcio italiano potrebbe quindi rimettere in discussione la composizione dei campionati. I problemi però ci sono: «Sono la conseguenza delle difficoltà economiche dell'Italia e della follia del nostro calcio, che ha continuato per anni a spendere più di quanto potesse - continua Calisti - Non si è voluto affrontare il problema in maniera traumatica perché il gioco è sempre venuto prima di tutto, ma estate dopo estate i nodi vengono al pettine». L'estate scorsa il Pavia ha approfittato di questa situazione. Retrocessa sul campo, la società azzurra è stata ripescata in C1 grazie al bilancio sano. «E' più facile far saltare le società di C - spiega il dg del Pavia, che è anche consigliere della Lega - perché ci siamo dati regole precise, in passato anche più rigide delle squadre di A e B. Ai piani di sopra ci si è occupati più delle eccezioni che delle regole perché non è vero che tutte le società sono uguali. il Napoli fa vendere 200mila biglietti di play off non possiamo dire che è sullo stesso piano del Pavia. Non mi stuperei se, nel caso si liberasse un posto in B per le finaliste dei play off di C1 e si dovesse scegliere tra Napoli e Pavia, fossero i campani a salire in B. Noi ci faremmo avanti, ma non potremmo farci illusioni». Entro il 23 giugno le società dovranno presentare la domanda di iscrizione ed entro il 29 dimostrare che sono in regola con i pagamenti di stipendi e contributi fino al 31 marzo 2005. Entro il 9 luglio si pronuncerà la Covisoc sulle società non in regola che avranno tempo fino al 12 per fare ricorso al Coavisoc. La commissione di appello dovrà esprimersi entro il 14 e il 15 il consiglio federale dirà chi va iscritto dove. A quel punto resterà solo il ricorso (l'ultimo) alla Camera di conciliazione del Coni.
«E' presto per parlare di ripescaggi - commenta duro il presidente della Lega di C, Mario Macalli - ma posso dire che vogliamo far parlare il campo: chi vince viene promosso, chi perde resta al piano di sotto». Purtroppo però questo calcio ideale di cui parla Macalli non esiste più.