Per le scarpe «made in Italy» la protesta degli imprenditori

MORTARA.Di fronte all'aggressività della Cina bisogna non solo difendersi, ma anche passare all'attacco: lo afferma il presidente della Confederazione dei calzaturieri europei, Rafael Calvo, che oggi incontra il commissario Ue al commercio, Peter Mandelson, al quale ricorderà la drammatica situazione in cui si trovano le imprese europee del settore.
L'incontro tra Calvo e Mandelson avverrà in coincidenza con la grande manifestazione («arriveranno almeno quattrocento imprenditori» da diversi distretti industriali e tante zone di produzione anche d'Italia, afferma il presidente dei calzaturieri spagnoli) che la Confederazione ha organizzato davanti agli uffici di Bruxelles.
La giornata di protesta avrà luogo di fronte alla sede della Commissione europea, affinchè l'esecutivo Ue ascolti chiaro e forte il messaggio di quello che rappresenta un distretto industriale chiave per molte economie europee. Calvo sottolinea che di fronte al problema Cina ha un approccio doppio.
«Quale presidente della Confederazione Ue - afferma in un'intervista all'Ansa - farò presente a Mandelson quelle che sono le nostre principali richieste a Bruxelles».
Per esempio, «il sostegno ai procedimenti antidumping contro Cina e Vietnam, il monitoraggio dei flussi dell'import cinese, una maggior apertura dei mercati esteri, il rispetto dei diritti della proprietà industriale da parte di Pechino, e la creazione dell'etichetta «made in» per tutte le calzature provenienti dall'estero, cioè l'obbligatorietà della stampigliatura d'origine».
Nel ricordare la qualità della tradizione italiana nel settore, Calvo sottolinea che il Bel Paese ha nel suo made in Italy un formidabile ombrello di protezione, fatto del quale molti altri paesi siamo carenti».