Laurea honoris causa al Nobel Amartya Sen
PAVIA. Il Premio Nobel 1998 dell'Economia, l'indiano Amartya Sen, riceverà venerdi alle 10,30 nell'Aula Magna dell'Università la laurea honoris causa in Economia, politica e istituzioni internazionali. A insignirlo saranno il rettore Roberto Schmid e il preside di Scienze Politiche Salvatore Veca. Interverranno i principali esponenti del corpo accademico. Amartya Sen, docente dell'Università di Harvard (Usa), a Pavia ha fondato l'Associazione mondiale per l'Approccio delle Capacità, di cui è vicepresidente Enrica Chiappero Martinetti, che pronuncerà la laudatio.
Ecco la motivazione ufficiale con cui l'Università attribuisce al Premio Nobel Amartya Sen la laurea honoris causa in Economia, politica e istituzioni Internazionali, per la classe di relazioni internazionali.
«Gli interessi di ricerca di Amartya Sen, filosofo ed economista indiano, premio Nobel per l'Economia nel 1998, Master del Trinity College di Cambridge dal 1998 agli inizi del 2004 e attualmente Professore a Harvard, coprono una gamma assai ampia di temi e coinvolgono numerose discipline. Egli ha fornito contributi importanti, quando non fondamentali, nel campo della filosofia morale e politica, dell'economia del benessere e dell'economia dello sviluppo, della misurazione della povertà e della disuguaglianza, della teoria delle scelte sociali».
«In tutti i suoi contributi scientifici, anche in quelli più tecnici e analitici - continua la motivazione - Sen non trascura mai un richiamo sostanziale ai valori umani, alla qualità della vita delle persone, al loro benessere, alla loro privazione, al diritto che ogni essere umano ha di godere di rispetto e di disporre di reali opportunità, di poter vivere una vita degna di essere vissuta». «L'"approccio delle capacità", formulato da Sen, fornisce una prospettiva teorica ampia ed articolata per la comprensione, la descrizione e la valutazione dei problemi di povertà, disuguaglianza e sviluppo umano e per il disegno delle politiche di promozione dello sviluppo e di lotta alla povertà. Alla base di questo schema teorico Sen pone una concezione del benessere delle persone, che si estende al di là della tradizionale idea di utilità, di opulenza o di reddito, che tradizionalmente guida l'analisi economica, ed abbraccia un'idea di sviluppo inteso come libertà di scegliere e di poter realmente realizzare il tipo di vita che si intende perseguire».
«Accanto all'idea di libertà, intesa sia come fine sia come principale mezzo di sviluppo - nel senso che è solo attraverso il rispetto e la tutela delle libertà fondamentali degli esseri umani che una società può intraprendere, con successo, la strada dello sviluppo - nelle opere di Sen è altrettanto ricorrente il richiamo al valore dell'eguaglianza, intesa come eguaglianza in termini di capacità effettive degli individui di perseguire i loro scopi. Attraverso le lenti dell'approccio delle capacità, Sen ci ha permesso di osservare e interpretare, in una prospettiva nuova e illuminante, la varietà delle dimensioni della disuguaglianza che persistono tra i paesi del mondo e, all'interno dei paesi, tra uomini e donne, tra gruppi sociali, etnici o religiosi».
«In questo modo - conclude la motivazione ufficiale - il contributo scientifico di Amartya Sen nell'ambito delle scienze sociali, economiche e politiche ha costantemente esplicitato e messo a fuoco una dimensione etica fondamentale per una comprensione adeguata dei problemi della povertà e dello sviluppo umano, richiamandosi ai valori fondamentali della libertà individuale e della giustizia globale, nel rispetto della pluralità delle identità culturali».