Fini ricuce Alemanno: nuova Fiuggi
ROMA.Gianfranco Fini esce dal suo splendido isolamento e, ad uno ad uno, vede alla Farnesina i suoi colonnelli, cercando di portare Alleanza Nazionale fuori dal cupio dissolvi degli ultimi giorni. Con Gianni Alemanno, che pensa ad una rifondazione del partito come quella che a Fiuggi trasformò il Msi in An, Fini parla per oltre tre ore a pranzo, suscitando anche qualche gelosia. Prima il leader di An aveva visto Publio Fiori, Altero Matteoli e Francesco Storace, il 'tessitore' del successivo colloquio con Alemanno. Più tardi, anche il vice presidente vicario Ignazio La Russa raggiungerà alla Farnesina il leader di An, per poi riunire a sera insieme a Gasparri la corrente Destra Protagonista, portandola su una posizione di sostegno a Fini ma nel rispetto delle regole statutarie (quindi senza più strappi verticistici e non condivisi). Incontri interlocutori, certo, quelli di ieri. Che consentono però a Fini di riconvocare per le 15 di oggi l'ufficio di presidenza che al mattino era stato disdetto, con la motivazione ufficiale di una contemporanea riunione del Consiglio dei ministri.
Alemanno avrebbe insistito con il vicepremier sulla necessità di ridare slancio e credibilità alla politica della destra.Punta insomma ad una nuova Fiuggi, un'assemblea di rifondazione. «Anche al prezzo - dirà poi il ministro dell'Agricoltura in un'intervista al Foglio - di mettere ai voti mozioni concorrenti, rischiando di ritrovarsi opposizione interna». Il giovane ministro sta stendendo infatti queste ore, in vista della Assemblea Nazionale dei primi di Luglio, un documento su identità e valori fondanti della destra italiana, sul quale ci sono già le convergenze di Teodoro Buontempo, Publio Fiori, Alfredo Mantovano. E' iniziata una raccolta di firme e Mantovano stesso, che ieri ha rassegnato le dimissioni da tutti gli incarichi fiduciari nel partito, ha avuto la 'mission' di allargare il più possibile i consensi intorno al documento. Tanto che avrebbe cercato di convincere anche La Russa e Gasparri a sottoscriverlo. Tanti altri parlamentari e dirigenti di Alleanza Nazionale, al di là della corrente di appartenenza, sono pronti a firmare il documento della nuova 'svolta', facendone di fatto un pericoloso atto di 'scomunica' a Fini.