La mamma di Elena vuole sapere
CILAVEGNA.«Dieci giorni che mia figlia è scomparsa, e ancora non sono disponibili i tabulati del suo telefonino. Almeno, che io sappia». Ieri pomeriggio, era questo lo sfogo di Giovanna Colli, mamma di Elena, la studentessa 17enne che si è allontanata da casa nella notte fra sabato e domenica. Da sabato a mezzogiorno, quando ha spento il telefonino - dopo un paio di Sms in cui Elena diceva di essere a Milano, mentre il cellulare agganciava le 'celle" di Mortara, San Giorgio e Valle - di Elena non si hanno più notizie. Almeno, questo dichiaravano i genitori ieri pomeriggio.
«Nostra figlia è minorenne: siamo noi genitori a chiedere quei tabulati, che potrebbero dire molto sui contatti di Elena nei giorni precedenti la sua fuga. Perché ci vuole cosi tanto tempo ad averli?».
Le amiche della ragazza, sempre secondo quanto ripete la mamma, «dicono di non sapere dove potrebbe essere e chi frequentasse magari al di fuori del solito giro di coetanei e compagni di scuola». Se qualcosa di nuovo è emerso, anche solo a livello di ipotesi «noi, che siamo i genitori, proprio non ne sappiamo nulla».
Giovanna Colli e il marito Lorenzo, 40 anni entrambi, lui autotrasportatore, lei casalinga, sia augurano comunque che i tabulati siano disponibili quanto prima: «Cosi forse gli inquirenti avrebbero nuovi elementi su cui lavorare, tracce concrete». I genitori di Elena, intanto, rinnovano alla figlia il loro appello disperato: chiedono alla ragazza di farsi viva, in qualunque modo: «Almeno ci dica che sta bene. Tutta la famiglia sta vivendo un incubo, aspettando di rivedere Elena». Qualunque cosa sia successa, qualunque sia il motivo della fuga da casa, «appena ci rivedremo sarà tutto dimenticato». Basta che nostra figlia torni dai genitori, dai nonni, dalla sua sorellina di sei anni. (a.m.)