Casteggio, quel patto che fa discutere
CASTEGGIO. Ai tempi dell'antica Roma, la ricca e potente Clastidium, appetita da quel furbacchione di Annibale, guardava dall'alto in basso l'infinitamente meno potente Iria. Oggi, duemila anni dopo, tocca ai vogheresi consumare la rivincita, pappandosi mezza Casteggio? Cosi sussurrano certe voci maliziose a proposito del patto di ferro fra Comune e Asm Voghera che ha portato alla nascità di una società che gestirà il centro sportivo e altri servizi pubblici. «Ma quale svendita», replica il sindaco.
Michele Manfra respinge come assurda la tesi di chi vede nella nascita di 'Casteggio servizi" la minaccia di una colonizzazione da parte dell'Asm: «Anzi, è vero il contrario - obietta il sindaco - Con il varo di questa società di fatto l'Asm perde la gestione diretta del centro sportivo e di altri servizi pubblici per delegarli a una realtà di cui il Comune di Casteggio controlla la maggioranza delle quote». Un accordo «tecnico», senza risvolti politici. «Tanto è vero - insiste Manfra - che saranno tecnici anche i componenti del consiglio di amministrazione e il futuro presidente». I nomi? «C'è una rosa, da li sceglieremo».
Tutt'altro il punto di vista dell'opposizione, che ha lasciato compatta il consiglio comunale in cui si votava il via libera a 'Casteggio servizi". Filippo Dezza, capogruppo di «Uniti per Casteggio» e, nell'occasione, portavoce di tutta la minoranza (Lega compresa) ha contestato il metodo scelto dall'amministrazione per presentare l'intesa con Asm (un «fuorisacco» dell'ultima ora in commissione cultura e una sorta di «prendere o lasciare» in consiglio) e manifestato timori su un accordo che sembra lasciare poteri vasti all'azienda vogherese, relegando il Comune a un ruolo di sostanziale secondo piano. Timori condivisi anche dai Ds, che contestano il carattere «tecnico» di un'intesa che «per la sua portata - sottolinea il segretario cittadino Claudio Banzato - non può che essere anche politica». «La minoranza fa il suo lavoro e rispetto il suo ruolo - ribatte Manfra - Ritengo, invece, esagerata la decisione di abbandonare l'aula, e la considero ancora meno accettabile se penso che essa è scaturita dalla nostra mancata risposta alla richiesta dell'opposizione di avere un proprio esponente nel cda. Una sorta di ricatto».