«E cosi fanno morire l'Olona»
SAN ZENONE. «Cosi fanno morire un fiume». L'allarme arriva dal sindaco, Elio Marchesi, che parla della lenta agonia dell'Olona. Soprattutto nel suo tratto finale, poco prima di gettarsi nel Po. Ormai da qualche anno, di acqua ne arriva ben poca. Nel periodo estivo, poi, non ne arriva proprio. E non è colpa della natura, secondo il sindaco di San Zenone. O almeno non solo.
«Ci sono enti responsabili della gestione delle acque superficiali che dovrebbero garantire quello che viene chiamato il flusso minimo vitale - dice Marchesi -. In altre parole, tutto il sistema idrico della zona ha necessità di essere regimentato, per impedire un eccessivo utilizzo a monte dell'acqua. Con il risultato che a valle arriva solo qualche goccia. Quando arriva». Problema nel problema. Il tratto finale dell'Olona è proprio a San Zenone, dove il fiume attraversa per qualche centinaio di metri il centro abitato. Quando il livello è minimo, l'Olona si trasforma in una fogna a cielo aperto. Miasmi e veleni, accumulati durante il lungo tragitto da Milano, si scaricano proprio qui. Problema ormai noto da tempo. Anche se nessuno, a parte gli amministratori del piccolo paese, se ne è mai preoccupato. Marchesi, però, vuole sottolineare l'altra faccia della medaglia, forse meno nota: quella del rischio sempre più reale della sparizione stessa di questo tratto di Olona. «Come dicevo, per i corsi superficiali deve essere garantito il flusso minimo vitale - prosegue -. Se questo non avviene, non bisogna essere scienziati per capire cosa accade. E cioè, la morte sicura della flora e della fauna del fiume. Per l'Olona, poi, la situazione è ancora più grave, perchè alla mancanza di acqua si aggiunge quella dell'inquinamento. Ora, chi rilascia l'autorizzazione per il controllo della rete, cioè la Provincia, e l'ente gestore del sistema idrico, cioè i consorzi, dovrebbe preoccuparsi di sovrintendere ad un efficace coordinamento del sistema idrico stesso. Cosa che, finora, non è mai avvenuta». La situazione è ancora più difficile per il piccolo fiume, poichè gli agricoltori lo sottopongono ad uno sfruttamento intensivo per le coltivazioni. Mentre una volta venivano usati sistemi di pompaggio modesti che permettevano un prelievo moderato dell'acqua, oggi invece vengono usate mega-turbine capaci di convogliare decine di litri al minuto dal fiume ai campi. «Motivo in più - sottolinea il sindaco di San Zenone - per intervenire con una politica di controllo e con una gestione razionale di un bene comune».
Il rischio, togliendo acqua vitale nell'ultimo tratto, è che addirittura si modifichi il corso dell'Olona. Se la foce si secca, il fiume potrebbe alla fine cercare naturalmente percorsi alternativi. Con ulteriori ripercussioni sull'intero eco-sistema fluviale.
«Chiedo alla Provincia un incontro urgente perchè venga salvaguardato il diritto di tutti ad avere un'Olona che possa essere ancora considerato un fiume, quando passa nel proprio territorio. E non un aquitrino maleodorante e morente».