Condannati i vertici della Cablelettra


ROBBIO. Il consiglio di amministrazione della Cablelettra condannato per lesioni colpose a causa di un infortunio occorso 4 anni fa ad una dipendente. Il giudice Piero Savani ha inflitto un mese e 15 giorni ciascuno al presidente Carmelo Patti, 71 anni, ai figli e consiglieri di amministrazione Giovanni, 43 anni, Paola, 45 anni, Maria Concetta, 46 anni, e a Sebastiano Vattiata, 49 anni, responsabile del reparto produzione dell'azienda di Robbio, specializzata in componenti elettroniche per autoveicoli.
Tutti gli imputati hanno ottenuto la condizionale. Il processo che si è chiuso in tribunale ha ricostruito un episodio accaduto il 9 aprile 2001. Una dipendente, mentre lavorava ad una macchina aggraffatrice, si era procurata la frattura della seconda falange, la sub-amputazione della falange all'altezza dell'unghia e un trauma da schiacciamento ad un dito della mano destra. La procura aveva ipotizzato responsabilità dei datori di lavoro e del preposto al reparto produzione. Secondo le accuse, non avevano imposto una procedura per fare in modo che le chiavi usate per disattivare i dispositivi di protezione della aggraffatrice fossero a disposizione solo del personale specializzato e non di tutti i lavoratori.
Il solo Vattiata invece era accusato di non aver garantito il rispristino delle protezioni e dei dispositivi di sicurezza dell'aggraffatrice. Il pubblico ministero Francesco Ponzetta ha chiesto la condanna dei cinque imputati a due mesi e 20 giorni ciascuno, mentre per la difesa (l'avvocato Enzo Tateo per Vattiata e l'avvocato Ernesto Carnevale Schianca per la famiglia Patti) gli imputati dovevano essere assolti. «Il comportamento della dipendente - afferma Carnevale Schianca - è stato del tutto imprevedibile e negligente. Nessuno, nemmeno Gesù Cristo, avrebbe potuto evitare quello che è successo. Non capisco cosa altro potessero fare i componenti del consiglio di amministrazione dopo aver conferito le deleghe al responsabile per la sicurezza e dopo aver organizzato corsi per la sicurezza: corsi la cui validità è stata riconosciuta dagli stessi incaricati dell'Asl. Tutti gli operai erano stati avvertiti che non si doveva lavorare sulle macchine senza protezione. L'operaia infortunata continua a lavorare alla Cablelettra e lei per prima si è detta dispiaciuta per quanto successo. E va detto che, in tanti anni di attività della Cablelettra, non era mai successo niente e niente è più accaduto dopo quell'episodio. Questa sentenza lascia senza parole e vorrei proprio vedere le motivazioni. Comunque è certo che ricorreremo in appello».

Lorella Gualco