Alitalia: Bruxelles approva il piano Cimoli

BRUXELLES.E' giunto il via libera al piano di ricapitalizzazione di Alitalia da 1,2 miliardi di euro. La Commissione europea ha stabilito che l'operazione su Alitalia non comprende aiuti di Stato illegittimi. Nel farlo, l'esecutivo Ue ha però imposto «la rigorosa osservanza» di una serie di «condizioni» per garantire che lo Stato italiano si comporti effettivamente come «un investitore operante in economia di mercato», in linea con quanto stabilito dalle norme europee che escludono salvataggi pubblici ripetuti delle compagnie aeree. «La Commissione - ha dichiarato il Commissario europeo ai Trasporti, Jacques Barrot - è arrivata alla conclusione che le ricapitalizzazioni di Alitalia non contengono alcun aiuto di Stato. La presenza di un aiuto di Stato nella ricapitalizzazione di Alitalia avrebbe violato il principio del versamento di aiuti una tantum, principio sul cui rispetto la Commissione vigila scrupolosamente». Soddisfazione, ma anche la consapevolezza che la via del risanamento di Alitalia è ancora lunga e dolorosa, è stata espressa dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e dal presidente e amministratore delegato della compagnia, Giancarlo Cimoli. La principale condizione imposta da Bruxelles è che la partecipazione «minoritaria» dello Stato al futuro aumento di capitale della compagnia (AZ Fly) avvenga «allo stesso prezzo, alle stesse condizioni e contestualmente» alla partecipazione degli investitori privati. Decisiva a questo proposito è stata la «lettera di intenti» della Deutsche Bank, la grande banca tedesca che ha garantito la «partecipazione effettiva e maggioritaria» del settore privato all'operazione. Questa partecipazione maggioritaria dei privati garantirà il rispetto dell'impegno di privatizzare la compagnia aerea di bandiera che l'Italia aveva assunto nel luglio 2004. L'aumento di capitale di Alitalia, ha precisato Cimoli, «avverrà nel prossimo autunno». Bruxelles, come trapelato nelle settimane scorse, ha anche stabilito, con l'aiuto di un esperto indipendente, che pure la partecipazione per 216 milioni di euro di Fintecna in AZ Servizi - la società che riunisce le attività di manutenzione, assistenza e servizi di Alitalia - «presenta una redditività conforme a quella che può attendersi un investitore privato»: insomma, la sua nascita dalla costola della vecchia Alitalia è legittima. Fra le condizioni poste, vi è poi quella che «l'operazione non potrà essere accompagnata da alcun accordo in base al quale lo Stato italiano possa dispensare le banche dai loro obblighi nel caso in cui l'offerta di ricapitalizzazione non fosse sufficientemente sottoscritta, o accordi a tali banche una riduzione specifica sul prezzo di emissione».