«Guai con l'euro, si faccia qualcosa»

PAVIA. E' stata soprattutto una provocazione, quella della Lega. Ma il succo rimane: l'euro non va giù ed è ritenuto uno dei principali responsabili del profondo malessere economico italiano. I leghisti pavesi difendono l'attacco alla moneta europea lanciato dai ministri del Carroccio, Maroni e Calderoli. E il deputato Cesare Ercole aggiunge: «Volevamo lanciare un messaggio. Ma a Pontida faremo proposte concrete su come fronteggiare i danni che l'euro ha provocato».
Aggiunge Ercole: «E' chiaro che l'addio alla lira è una provocazione, sappiamo le implicazioni economiche che questo comporterebbe. Però l'euro ci ha portato dei guai e qualche misura va presa. Il presidente del Consiglio all'epoca era Prodi, Ciampi era ministro: si disse che l'Italia non sarebbe potuta entrare nella moneta unica, poi tre mesi dopo cambiò tutto. Il nostro ministro Pagliarini aveva proposto che a entrare nell'euro fosse solo il nord, lasciando la lira al sud. Ora non si potrebbe più, certo, ma bisogna intervenire».
Vittorio Braga, assessore provinciale, dice che «quando parla la Lega tutto viene enfatizzato, strumentalizzato e decontestualizzato. Ma essere al governo non vuol dire estraniarsi dal corpo elettorale. Basta girare tra la gente: c'è un amore sviscerato verso la lira e sfiducia nell'euro, e questo perché si è toccato con mano che non si arriva a fine mese. Il presidente del Consiglio e quello della Repubblica vadano tra la gente per ascoltare, non solo a tagliare nastri».
Ma non sarà che a creare problemi è la pesante situazione economica italiana? «Ma l'euro - dice Braga - è stato introdotto in un momento sbagliato, con modalità sbagliate. Non vi si vuole rinunciare, ma approfondire la questione». Gli alleati di governo criticano le prese di posizione della Lega: «Dicano piuttosto, questo Soloni - ribatte Braga - come dovrebbe fare la gente a riappropriarsi del salario. Di certi alleati non mi fido più: altro che partito unico del centrodestra...».
La Lega l'aveva detto dall'inizio - ribadisce l'ex segretario provinciale, Fabrizio Fracassi - che l'euro avrebbe creato problemi: «I Paesi che hanno fatto una scelta diversa, come l'Inghilterra, stanno meglio. Siamo stati anche i primi a chiedere l'euro in banconota. E non è stato fatto un sufficiente 'rodaggio" prima dell'introduzione della moneta». Ma dietro l'attacco c'è anche l'insofferenza della Lega verso certi aspetti della Ue: «Un esempio? Il rischio che scompaiano prodotti tipici italiani: vogliono imporre la globalizzazione anche li».