Da Townshend (Who) a Gallagher degli Oasis

WASHINGTON.Michael Jackson non è l'unica star della musica ad aver avuto problemi per accuse di pedofilia piuttosto che di violenza carnale, molestie sessuali o atti osceni. E' dello scorso anno la denuncia alla Corte superiore di Manhattan presentata dall'ex autista di Liza Minelli contro la cantante-attrice: «Sono stato sedotto, picchiato e costretto a rapporti sessuali».
E risale al 2004 anche l'uscita del libro-confessione in cui Catherine Allegret accusava il patrigno Yves Montand, cantante e attore scomparso, di incestuosa pedofilia.
Nel 2003 poi il chitarrista del gruppo rock britannico The Who, Peter Townshend, 57 anni, venne arrestato a Londra nell'ambito di un'inchiesta sulla pedofilia che portò in carcere 1.300 persone in tutta la Gran Bretagna. Accusato di essere in possesso di fotografie oscene di bambini, di averne scattate e di averne favorito la diffusione, il musicista ammise solo di essere entrato in un sito porno-pedofilo «per vedere di cosa si trattava».
A Liam Gallagher degli Oasis è invece toccato difendersi dalle accuse di molestie sessuali di una dipendente della linea aerea British Airways. Dello stesso tenore anche lo scandalo che coinvolse Sonny Bono (cantautore pop negli anni Sessanta in coppia con la moglie Cher, quindi sindaco di Palm Springs, deputato repubblicano al Congressi americano, morto nel 1998 schiantadosi contro un albero mentre sciava) accusato di molestie da una studentessa.
Nel 1998 a finire in carcere fu invece la nota popstar George Michael. Venne arrestato da un agente in borghese nei bagni pubblici di un parco di Beverly Hills in California. L'accusa: atti osceni. Di li a poco la condanna a due anni di libertà vigilata, 800 dollari di multa e il ricorso a un consulente per problemi sessuali. Andando a ritroso nel tempo si trova anche il processo per stupro a carico del rapper afro-americano Tupac Shakur, ucciso in una sparatoria nel 1996: venne accusato da una sua fan nel 1993 e l'anno dopo condannato a quattro anni e sei mesi di carcere. E risalgono agli anni Ottanta gli abusi sessuali su cinque ragazzini che nel 2001 hanno visto condannato a sette anni di galera il noto discografico inglese Jonathan Kin, primo produttore dei Genesis. (m.v.)