«Mesotelioma a Broni, mancano i dati completi»
BRONI.Fibre ultrafini causa del mesotelioma: la rivoluzione nella conoscenza dell'amianto spiegata dal professor Girolamo Chiappino ordinario di medicina del lavoro di Milano.
«Anni fa abbiamo studiato il polmone con i tedeschi vedendo che i soggetti che trafficavano con l'amianto avevano nei polmoni fibre sia lunghe che ultrafini. Al microscopio a trasmissione ci siamo stupiti fossero cosi numerose. Per verifica, abbiamo analizzato i polmoni di residenti a Milano che non lavorano l'amianto: abbiamo trovato solo fibre ultrafini. Ci siamo chiesti perché nessuno aveva mai scritto nulla, forse solo perché le prime si vedevano e queste no. Il microscopio elettronico non le mostrava e cosi si sono lasciate perdere tanto da studiarle solo 7-8 anni fa sia su persone esposte sia su cittadini comuni, e trovando alla fine una percentuale molto alta. Non potevamo quindi più ritenerle inermi».
Ci furono altri studi? «Paoletti dell'Istituto Superiore della Sanità nel 1993 studiò 20 casi e rivoluzionò il modo di esaminare - è la risposta - Parti dalla pleura anziché dal polmone come avevano fatto tutti sbagliando. Questo tumore infatti si insedia nella pleura ed é li dove si deve cercare. Paoletti la trovò piena di ultrafini. Ma la svolta arrivò con un ricercatore giapponese Suzuki a New York. Dal 1991 al 2005 ha esaminato 168 casi di mesotelioma e nel maggio scorso ha pubblicato lo studio dicendo come le fibre corte e fini contribuiscono a causare il mesotelioma». Servirebbe anche qui un'indagine epidemiologica accurata? «Come Registro Mesoteliomi - afferma il professore - raccogliamo tutti i dati della Lombardia e per ciascuno verifichiamo storia e lavoro e solo metà ha un lavoro a rischio. Hanno solo vissuto a Milano». Avete scorporato i dati di Broni? «No perché per ora abbiamo raccolto solo dalla Lombardia; inoltre nel 2000 a Broni abbiamo trovato tanti casi; ricordo una lista di una pagina. Quindi il blocco dei mesoteliomi di Broni non l'abbiamo potuto fotografare completo». Lei quindi conferma le parole del professor Comba che dice come a Broni «non si dispone di dati adeguati in quanto nonostante gli studi di epidemiologia geografica dell'ultimo ventennio, nessuna istituzione pubblica ha sinora realizzato lo studio sulla Fibronit»?. «E' vero, non si é mosso nulla da 15 anni perché per queste cose occorrono impegni, fondi, persone. E occorre fare attenzione perché é facile scambiare il mesotelioma con altri carcinomi, linfomi, sarcomi. Il mesotelioma nasce però solo nella pleura e tende a rimanervi, dà poche o nessuna metastasi e cresce solo li. Molti mesoteliomi in cartella clinica potrebbero non esserlo. Da cinque anni stiamo adottando questo particolare metodo d'indagine, da quando c'é il Registro Mesoteliomi della Lombardia; ogni anno sono 250 circa i casi segnalati».