Picchiati e poi massacrati i due coniugi uccisi a Teramo
TERAMO.Una morte violenta, efferata. E' quanto emerso ieri pomeriggio dall'autopsia sui corpi dell'avvocato Libero Masi e di sua moglie, Manuela Cheli, i coniugi, entrambi 57enni, trovati morti nella loro abitazione, una villa patriarcale a mattoncini con giardino, in via Lenin 14, a Nereto, giovedi mattina. Lo ha stabilito l'anatomopatologo Giuseppe Sciarra, il medico legale che aveva già effettuato i primi rilievi cadaverici sul luogo del delitto. I coniugi presentano sul corpo ecchimosi e lividi. Hanno tentato di difendersi prima di essere uccisi. Libero Masi ha il palmo della mano sinistra con profondi tagli, deve aver preso in mano la lama della mannaia con cui l'assassino poi lo ha tragicamente ucciso con nove colpi al cranio. La moglie, Emanuela Cheli, presenta due tagli profondi, ma potrebbe essere morta soffocata. Dall'esame autoptico sono emerse ecchimosi sul palato. Potrebbe essere stata colpita con la mannaia solo dopo che era già morta o comunque in fin di vita. Domani saranno nella villetta di Nereto altri componenti del Racis. Controlleranno ogni singola macchia, per ricostruire l'aggressione, per capire se l'assassino o gli assassini hanno lasciato qualche traccia.