Vasco Rossi: la carica dei centomila parte martedi dallo stadio di Torino
TORINO. Parte da Torino l' evento Vasco Rossi 2005: martedi ci sarà infatti, allo Stadio delle Alpi, la prima data del nuovo tour di Blasco «Buoni e cattivi» dall' omonimo album. Per Vasco anche la Juventus ha fatti un passo indietro accettando di posticipare l' inizio dei previsti lavori di manutenzione del prato dello stadio. E ora che il campionato di calcio è finito è il turno di Vasco, l' unico cantante rock italiano in grado di riempirli gli stadi, anzi a Torino si parla di un tutto esaurito da 100.000 biglietti venduti. Ma, si sa, se gli organizzatori avessero voluto o potuto fare il bis, tale numero sarebbe tranquillamente raddoppiato. Business is business, ma non sempre è possibile.
Perchè Torino prima tappa? Vasco l' aveva già anticipato quest' inverno quando era venuto al Gruppo Abele di Don Ciotti, alla Fabbrica delle Idee, a presentare il suo album «Buoni e cattivi» che è stato subito un successo pazzesco, manco a dirlo. Quel giorno aveva mangiato al tavolo con Don Ciotti, i giornalisti e gli amici condendo l' insalata con l' olio di Libera, prodotto nelle terre confiscate a Bernardo Provenzano. La cosa gli era piaciuta e aveva detto che molto probabilmente sarebbe tornato. E cosi e stato. Il concerto di Torino sarà il primo di una serie di 10 concerti che durerà fino al 9 luglio: il 10 giugno a Imola, il 14 a Terni, il 18 a Cagliari, il 22 a Lecce, il 25 a Palermo e il 29 a Salerno. In luglio sarà il 2 ad Ancona, il 5 a Firenze e il 9 a Udine. D' altronde lo Stadio delle Alpi ha sempre portato bene a Vasco che ci è già venuto nel'98 e nel 2001 con Stupido hotel». Il tour segue di pochi giorni l' uscita, il 17 maggio, del libro «Le mie canzoni», una raccolta delle suoi 132 brani, dal 1978 ad oggi, molti dei quali scritti per altri, ma anche, di fatto, la storia della sua vita. Nell' introduzione del libro Blasco confessa. «Mi diverto molto a prendermi in giro, a denudarmi davanti a tutti e a confessare le mie debolezze e i miei errori. trovo una solidarietà che mi entusiasma e mi consola. Siamo esseri umani e imperfetti, travestiti da saggi e arroganti artefici del nostro destino. Ci raccontiamo balle tutto il giorno». Il suo successo incontrastato negli anni (basti pensare alle 800.000 copie vendute di «Buoni e cattivi» in 60 settimane a parte la storia del singolo «Un senso» uscito nel febbraio 2004 con il film di Sergio Castellitto «Non ti muovere») è forse anche dovuta al fatto che Vasco, si, è sempre lui, con quel berretto, quella faccia imperfetta, quella voce roca, quel ritmo rock tutto suo, quel suo trend no-global, ma è anche diventato uno che, quasi quasi, piace anche alle mamme. Insomma, si è il cantante che fumava gli spinelli sul palco (ma non lo fa più) ma è anche il rassicurante volto di uno che ha messo su famiglia, che l' 11 maggio ha ricevuto allo Iulm una laurea ad honorem, uno che alla fine è molto più rassicurante di tanti altri, un italiano che poi, in fondo, non fa mica cose cosi «fuori», lavora e canta ai ragazzi e si batte pure contro la droga pesante a fianco di uno come Don Ciotti.