Italia, a Oslo è un match-point

FIRENZE. Il paradiso può attendere. Poco prima di salire sull'aereo che porterà ad Oslo la Nazionale priva, per scelta, di Totti e Del Piero Marcello Lippi abbraccia l'immagine del Ct impopolare. «Contro la Norvegia sarà pure un'Italia più operaia - dice l'allenatore azzurro - e so di andare in contro a scelte poco popolari. Ma non mi scompongo se mi attende una settimana di fuoco incrociato in caso di passofalso: non sono qui per vivere due anni in pace con tutti, voglio essere in pace con me stesso. Ad un biennio di tranquillità con un mese di inferno, preferisco due anni di inferno e un mese di purgatorio ai mondiali. O forse di paradiso». Lippi non guarda a chi ha lasciato a casa prima della partita di stasera in Norvegia, una sorta di prima gara di ritorno del gruppo di qualificazione mondiale. «Ad Oslo giochiamo uno dei nostri tre match point - la sua convinzione - prima delle trasferte di Scozia e Bielorussia». Meglio approfittarne.
L'obiettivo da raggiungere oggi coincide con la massima cara a Lippi: l'Italia va in Norvegia per «fare di tutto per vincere» e accetta l'idea di un pari solo come inevitabile conseguenza di 90 minuti in caccia dei tre punti: «In quel caso un punto non sarebbe da disprezzare». L'ipotesi peggiore, ovviamente, non è neanche nominata. «Critiche feroci in caso di sconfitta? Abbiamo giocato altre partite senza Totti e Del Piero - la replica di Lippi - le abbiamo vinte, una l'abbiamo persa. Le critiche arrivano comunque. Non credo ci sia mai stato un Ct azzurro non sotto accusa, a prescindere dai giocatori in campo. Stress? Da allenatore di club è molto di più». La serenità è ritrovata, ma la linea è ribadita: contro tutto e contro tutti, se necessario, ma mai contro le proprie certezze. I conti si faranno dopo la partita. Quattro punti di vantaggio su Bielorussia e Slovenia offrono una chance agli azzurri: i giocatori ne sono consapevoli quanto Lippi, e a quello guardano piuttosto che alle piccole incognite di una partita di fine stagione. Ovvero la condizione fisica e quella psicologica. Pirlo ancora sotto choc ieri per Istanbul è per Lippi «già rigenerato per la Nazionale». Fa freddo ad Oslo: «ma sarebbe peggio l'escursione termica al contrario». E poi le condizioni del campo sono annunciate pessime. Può bastare a scalfire la certezza di un'Italia scolpita con il 4-4-2? No, e non inganni il pizzico di pretattica sulla formazione. «I dubbi sono due, anzi uno: non faccio nomi perchè non l'ho ufficializzata neanche ai giocatori. Ma quella che ho provato in settimana si è visto, non nascondo nulla. E credo tutti abbiano capito». Dunque Vieri in coppia con Cassano, per la prima volta nella gestione Lippi, e in difesa Grosso in vantaggio su Chiellini. «Vieri è pronto a giocare, spero anche a far gol - spiega Lippi - Per le sue caratteristiche fisiche ha difficoltà ad entrare a partita iniziata. L'intesa con Cassano è buona fuori e dentro il campo, ma mi fermo qui». Nella rifinitura di Coverciano, Lippi ha più volte urlato ai due e ai centrocampisti di cercare continue verticalizzazioni. «Mi aspetto una Norvegia molto aggressiva - è la previsione - sono bravissimi nei colpi di testa, cercheranno l'inserimento degli esterni e la spizzata sui calci piazzati. Noi dobbiamo giocare il nostro calcio, con un buon tasso tecnico». Quel che rimane, si intende, da Pirlo a Cassano. In Norvegia la Nazionale non vince dal ‘37, ma Lippi non si preoccupa: «Fare le mie scelte per tenere buono qualcuno - chiude Lippi - non sarebbe da me».