Albergati, candidatura a rischio
PAVIA. Andrea Albergati candidato alla presidenza della Provincia? Possibile, ma la coalizione non ha ancora deciso: lo farà più avanti. Insomma, mette subito le cose in chiaro Angelo Zucchi, segretario provinciale Ds, rispondendo al «collega» della Margherita, Daniele Bosone.
Segretario Angelo Zucchi, a dire il vero nella Margherita si dà quasi per scontata la candidatura dell'ex-sindaco di Pavia, Andrea Albergati.
«Albergati è sicuramente una tra le risorse più preziose del Centrosinistra...»
Ma...
«Ma individuarlo come unico possibile candidato, senza un percorso di condivione, oggi è prematuro».
Nel frattempo, si coglie qualche malumore sul territorio nel verificare che Lomellina e Oltrepo sarebbero tagliati fuori per la scelta del candidato alla guida della Provincia per il centrosinistra.
«Noi dobbiamo scegliere il candidato che vince, quello che rappresenta tutta la coalizione, che è molto vasta, e anche un candidato che rappresenti il territorio nella sua complessità. Francamente, l'appartenenza a un'area specifica della provincia è secondaria».
Alle urne, per il rinnovo del consiglio provinciale, andrete con la lista unica oppure no?
«Lo decideremo. Devo però rilevare che questo sistema politico elettorale in pratica premia di più la presentazione dei partiti singoli, con dei candidati di forte trascinamento. Faremo, insieme, una valutazione di opportunità. Noi Ds, comunque, siamo favorevoli alla lista unitaria».
Un candidato forte. Ma anche dei programmi convincenti.
«E' evidente. Insieme dovremo individuare un percorso condiviso che metta nelle condizioni i partiti dell'Ulivo e dell'Unione di decidere non solo la candidatura migliore perché vincente, che ci consenta quindi di porci come vera forza alternativa al centrodestra, ma anche linee programmatiche convincenti. Per questo dovremo avviare in tempi rapidi un confronto sui contenuti attivando consultazioni, e politiche di ascolto con le innumerevoli e diverse realtà presenti nella nostra Provincia. Dovrà essere un confronto a tutto campo con le forze sociali, economiche, culturali, il mondo dell'associazionismo e tutte le risorse delle quali la nostra provincia dispone».
D'amore e d'accordo, magari, alle provinciali. Separati in casa per le politiche.
«Purtroppo la scelta della Margherita nazionale di presentarsi con il suo simbolo alla quota proporzionale delle prossime elezioni politiche del 2006, pur legittima e come tale da rispettare, di fatto rischia di indebolire complessivamente il progetto politico dell'Ulivo. Progetto politico al quale i Ds continuano a riferirsi e che considerano il loro prioritario obiettivo insieme alla conferma della candidatura di Romano Prodi come premier alle prossime elezioni del 2006».
Insomma, secondo lei è indispensabile presentarsi con la lista unica?
«Abbiamo presentato la lista dell'Ulivo alle elezioni europee, in larga misura alle scorse Regionali, lo abbiamo fatto per testare il progetto nel suo complesso, ed ora che il test ha dato esisti positivi, che facciamo alle politiche non lo presentiamo? Sarebbe a mio avviso un errore».
La Margherita, però, pensa che, sotto il mero profilo elettorale, presentarsi con il proprio simbolo paghi.
«Se si pensa che rafforzando la Margherita si aumenti la possibilità di intercettare i voti delusi del centrodestra, perché la Margherita identificandosi come forza di centro sarebbe più contigua al centrodestra, allora questo concetto andrebbe meglio dimostrato. Intanto perché ritengo sia sbagliata una divisione di compiti che aprioristicamente e teoricamente stabilisca che la Margherita debba occuparsi del centro e i Ds della sinistra. In secondo luogo, ammesso che questa esigenza risponda davvero a dinamiche politiche in atto, allora un contenitore più 'largo" come la Lista dell'Ulivo, ha più possibilità di raccogliere consensi in uscita dal centrodestra, ha più possibilità di essere un riferimento politico ampio per molti più elettori».