Il Collegio Ghislieri replica a Cella «Mai interrotti i lavori al Castello»

LARDIRAGO. La scorsa settimana l'annuncio del Comune di aver espropriato un terreno al Ghislieri. Adesso arriva la risposta del prof. Carlo Bernasconi, presidente del cda dello storico Collegio pavese. «L'articolo apparso sulla 'Provincia" del 29 maggio - scrive Bernasconi - riporta fra virgolette un'affermazione attribuita al sindaco Luigi Cella: 'Volevamo cedere l'area ad un prezzo molto alto: 90 mila euro. Non siamo riusciti ad accordarci ed abbiamo deciso di usare il sistema dell'esproprio, realizzato a 9 mila euro».
«Questa affermazione va corretta - scrive Bernasconi - facendo presente che la cifra di circa 90 mila euro (precisamente 91.095) è la valutazione fatta dall'Agenzia del Territorio per un'area di 6.073 mq, richiesta dal Comune di Lardirago al Collegio Ghislieri. Nell'inoltrare all'Agenzi del Territorio la domanda di valutazione, il Collegio aveva accluso la documentazione fornita dal Comune. Al sindaco di Lardirago il Collegio ha comunicato che non era propria facoltà cedere il terreno ad un prezzo inferiore a quello stabilito dall'Agenzia del Territorio».
«Non appare quindi in alcun modo motivato - continua la lettera - il tono polemico delle dichiarazioni del sindaco, atteggiamento singolare che traspare da tutto l'articolo, nel quale viene anche sottolineata la lentezza con cui il Collegio si muove nel restauro del complesso Castello-Cascina Cortegrande. Infatti il sindaco conclude le sue considerazioni evidenziando la differenza tra 'le due velocità con cui si muove il sistema pubblico e quello privato: un privato lento nel realizzare e portare a termine i progetti, in controtendenza con il pubblico: molto più veloce". Di fronte a questa affermazione del sindaco, l'Amministrazione del Collegio Ghislieri ha il dovere di informare gli abitanti di Lardirago, e i lettori della 'Provincia pavese", che i lavori di recupero del complesso edilizio Castello-Cortegrande, iniziati due anni fa, non sono mai stati interrotti. Naturalmente sono stati iniziati dal Castello, che ospiterà le attività didattiche e congressuali». «Entro l'anno - spiega il presidente del cda - verranno ultimati i lavori di restauro dell'intera ala est e gli impianti generali previsti per tutto il complesso. L'importo dei lavori eseguiti, o in corso di realizzazione, è di 5.967.108 euro, cifra che indica chiaramente il notevole impegno economico affrontato dal Ghislieri per il recupero dell'intero complesso edilizio, sul quale a suo tempo è stato posto un vincolo da parte della soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici. La qualità del restauro eseguito ha consentito di considerare il castello come costruzione di particolare interesse artistico nella 'XII Giornata Fai di Primavera", destinato alla residenza per i partecipanti alle attività culturali; dovendo provvedere a reperire la somma necessaria per tale restauro (prevista in almeno 10 milioni di euro), il Collegio ha già in programmazione lavori di straordinaria manutenzione del cascinale».
«Il Collegio Ghislieri ha quindi dimostrato, e continua a dimostrare - spiega Bernasconi -, la propria attenzione al restauro del complesso Castello-Cortegrande, per un suo riuso come sede di molteplici attività culturali e di alta formazione, nazionali e internzionali. Queste attività non solo faranno di Lardirago un paese con caratteristiche non comuni, ma consentiranno anche lo sviluppo di una serie di servizi a vantaggio dell'economia di un'area posta in una zona strategica, vicino al confine fra le province di Pavia e di Milano. Per realizzare questo progetto è necessaria la collaborazione fra Collegio Ghislieri e Comunità di Lardirago. Il Collegio ha sempre cercato questa collaborazione, ma non sempre ha trovato un'analoga disponibilità nei rappresentanti del Comune. Ne è l'esempio l'episodio attuale».
Il professor Bernasconi conlude la sua lettera con due considerazioni. «La prima è che il Collegio Ghislieri è molto affezionato all'area di Lardirago (la cui proprietà risale al 1569. ad opera di San Pio V), e quindi è molto attento al benessere della Comunità che vi abita. La seconda è che il Collegio è un'istituzione privata che opera nell'interesse pubblico, che ha proprie regole alle quali non può e non vuole derogare; queste regole consistono essenzialmente nel rigoroso rispetto di procedure, alle quali è completamene estranea ogni speculazione privata».