«Ma il mio predecessore non ha dato managerialità»
PAVIA. Ecco il Dario Velo-pensiero. Il primo titolo del programma è 'Il governo dell'Ateneo": «La mia figura è risultata come quella di un oppositore accanito, preconcetto, acritico del rettore in carica. Questa rappresentazione non mi si addice. Ho sempre mantenuto un atteggiamento di comprensione e di doveroso rispetto verso chi, come Schmid, ha dedicato gran parte della sua vita accademica al servizio dell'Ateneo. Precisato ciò, confermo di non condividere la politica gestionale da lui seguita».
«Considero inadeguate numerose scelte da lui fatte. Ciò che ritengo prioritariamente contestabile della sua azione è che, pur disponendo di un lunghissimo periodo di gestione durato 17 anni, non sia riuscito a conferire, neanche in misura modesta, managerialità alla macchine amministrativa dell'Ateneo. La nostra amministrazione è rimasta pressochè immutata nel modo di operare e soprattutto nella mentalità rispetto a vent'anni fa. Schmid è stato encomiabile nell'amministrare al meglio gli scarsi finanziamenti statali. Ma ciò ha comportato che l'Ateneo si sia dovuto accontentare di attestarsi in una posizione di mera dignitosa sopravvivenza. Si può superare tutto questo. Si possono creare strutture non profit collaterali all'Università che consentano di reperire risorse economiche e materiali aggiuntive».
«La facoltà di Scienze Politiche - continua Velo - ha indicato la strada creando con successo la Fondazione Romagnosi. Nuovi finanziamenti possono essere ricercati aprendosi a una crescente collaborazione con le istituzioni internazionali, europee, territoriali, con le fondazioni e la società civile».
L'organizzazione.
«L'amministrazione del nostro Ateneo versa, per giudizio unanime, in una situazione di grave crisi. La direzione è priva di managerialità, e ciò ostacola il raggiungimento di uno standard di adeguata efficienza operativa. Nell'amministrazione sono presenti risorse umane valide che possono essere valorizzate; pur disponendo di buone competenze professionali, per mancanza di una guida autorevole e sicura hanno progressivamente perduto il necessario spirito di iniziativa».
La 'governance"
«Occorre mettere a frutto le capacità esistenti nell'Ateneo, su cui fondare una gestione partecipata e fortemente integrata».
Enti esterni.
«Pavia può rilanciare il proprio ruolo di Università pubblica di eccellenza a livello nazionale e internazionale. Per concretizzare questo disegno occorre stabilire una rete di alleanze. I nostri partner privilegiati debbono essere l'Unione Europea, le autorità pubbliche nazionali e internazionali, le fondazioni italiane e internazionali. L'ateneo deve aprire un proprio ufficio a Bruxelles per raccogliere finanziamenti e partecipare alla rete di collaborazioni scientifiche e didattiche. Nuovi rapporti di collaborazione vanno stretti con il Comune di Pavia e le istituzioni della provincia».
La sanità.
«Qualora eletto confermerò tutti i rapporti convenzionali in atto tra la facoltà di Medicina e le strutture sanitarie. L'Università, con il supporto della facoltà di Medicina, darà coerente soluzione a tutti i problemi relativi al personale d'ateneo nei rapporti con le aziende sanitarie e gli Irccs».
Il mondo produttivo.
«Va rilevato il limitato sviluppo di iniziative universitarie nel settore agrario, nonostante le competenze scientifiche disponibili, ciò contrasta con la vocazione del nostro territorio».
Lo Iuss.
«Un'ipotesi che circola sembra prevedere uno Iuss del tutto autonomo, slegato e sovraordinato all'Università con la quale potrebbe addirutura entrare in competizione. Lo Iuss è nato all'interno dell'ateneo e deve rimanere legato all'Università che lo ha generato, dotandosi di una struttura propria parallela e però non staccata dall'Ateneo». (s. c.)