"Bullo" condannato a dieta ma l'ordinanza fa discutere
ANCONA.Il gup del tribunale dei minori lo ha messo in prova e 'condannato" a dimagrire per rafforzare l'autostima e uscire da un tunnel di piccoli vandalismi e calunnie, in cui sarebbe caduto soprattutto per una serie di problemi familiari. Ma lui, un diciassettenne anconetano dall'adolescenza irrequieta - e dal peso di 100 chili - quel percorso di cambiamento del proprio stile di vita lo aveva già intrapreso, a partire dalla dieta. Fa discutere l'ordinanza pronunciata qualche tempo fa dal giudice Andrea Piersantelli (e di cui si è avuta notizia in questi giorni), che ha sospeso il processo per un anno, e per evitare una condanna ha imposto al ragazzo di accettare un percorso di riabilitazione che comprende, oltre a una dieta, anche la frequentazione regolare delle lezioni scolastiche, di corsi di meccanica (la materia che più lo appassiona) e attività di volontario presso un canile. Era stato proprio il giovane, nel corso dei numerosi colloqui avuti con psicologi e assistenti sociali, a manifestare un disagio connesso al sovrappeso, che del resto rappresenterebbe un problema per qualsiasi persona. Tanto che, prima del provvedimento del gup, il diciassettenne aveva già deciso di smettere di ingozzarsi di cibo ipercalorico e cominciare un nuovo percorso di vita interiore, ed estetico. Proprio prendendo spunto da questo desiderio, psicologi e assistenti sociali hanno suggerito la 'ricetta". C'è anche il grasso superfluo, secondo gli esperti, tra gli elementi che impediscono al diciassettenne di accettarsi completamente e di socializzare con gli altri, facendo emergere un'aggressività sfogata in diversi modi: dalle scampanellate moleste ai vicini di casa all'imbrattamento dei muri di una ex scuola.