Collezionista d'armi, non terrorista
VOGHERA. Un collezionista travolto dalla sua stessa «passionaccia», oppure una sorta di trafficante che comprava e rivendeva armi da guerra come se fossero cioccolatini? Sarà il processo a dire chi è Bruno Bellani. Il dibattimento si aprirà a Voghera il 20 gennaio 2006. Oltre al ristoratore, imputati anche l'ex compagna e Gianni Volpi.
Un quarto indagato, Danilo Calatroni, sarà invece giudicato con rito abbreviato il prossimo 3 ottobre. La difesa del ristoratore, rappresentata dagli avvocati Giovanni Valmori e Licia Sardo, punta a dimostrare al processo che lui si era fatto travolgere dalla sua «passionaccia» e che le armi trovate in casa e all'Antica trattoria erano solo dei cimeli e dei residuati, non ordigni bellici potenzialmente ancora pericolosi. Sette i capi di imputazione a carico di Bellani e in più il Comune gli chiede 40mila euro per i costi della bonifica.
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