Honda, occhi a mandorla
La minaccia Cina sta per abbattersi anche sul mercato automobilistico europeo. Tra qualche settimana infatti sbarcherà nel Vecchio Continente, a partire dalla Germania, la prima vettura completamente costruita nel paese della Grande Muraglia: la compatta Honda Jazz.
Ma anche la Hyundai sta affilando le armi. La casa coreana però ha scelto l'India come base produttiva per lo sbarco sui mercati di esportazione della sua compatta Getz. Ancora una volta le case asiatiche si confermano le più agguerrite sul fronte espansionistico e la dura competizione ingaggiata negli Stati Uniti con i tre giganti di Detroit rischia di trasferirsi in Europa dove i costruttori orientali, pur avendo bruciato le tappe negli ultimi anni, non sono ancora in grado di mettere a rischio la supremazia dei marchi europei.
Lo sbarco in Europa della Honda Jazz (che si chiama Fit in Giappone)"made in Cina", ma anche nei paesi del sud est asiatico, è previsto per il prossimo mese, e l'annuncio è giunto da un portavoce della joint venture che la casa nipponica ha con la cinese Guangzhou.
«La compagnia - ha detto - ha terminato la costruzione di una nuova fabbrica proprio in vista dell'assemblaggio dei veicoli destinati ai mercati esteri.
La produttività iniziale dell'impianto, che sarà attivo dal prossimo mese, sarà in un primo tempo di 50.000 veicoli all'anno». Nella nuova joint venture, destinata solo all'esportazione, la Honda controlla il 65%, mentre il resto della quota è suddiviso tra due società cinesi: la Dongfeng, con il 25%, e la Guangzhou, con il 10%. Ma se la giapponese Honda è stata la prima a rompere gli indugi decidendo di esportare macchine prodotte in Cina, la Hyundai sta meditando la stessa cosa ma utilizzando la sua base produttiva in India. L'auto destinata all'export è un'altra compatta, la Getz, attualmente già prodotta per il mercato locale in 1.500 unità al mese. Ma diventeranno 50.000 all'anno quando il costruttore coreano deciderà, come annunciato, di creare in India la sua base produttiva di Gez da destinare ai paesi di esportazione. Per ora il pericolo più immediato però rimane la Cina. Oltre all'Honda, che per prima lo ha messo in opera, altri costruttori occidentali hanno infatti manifestato i loro piani di esportare in occidente vetture interamente prodotte nel paese asiatico. Per esempio la General Motors, o la DaimlerChrysler. Quest'ultima potrebbe stipulare nel secondo semestre dell'anno una joint venture con la locale Fujan Motor Industry per costruire una nuova vettura compatta targata Chrysler da esportare in Usa. La compagnia tedesco-americana inizierà quest'anno anche la produzione in Cina di Mercedes Classe C e Classe E, ma queste vetture non saranno vendute fuori dal paese. Anche le case automobilistiche cinesi, però, hanno fiutato il business e stanno accarezzando l'idea di sbarcare in occidente da sole. La Chery Automobile per esempio, una delle case cinesi con il trend di crescita più alto, si è accordata con l'importatore americano Visionary Vehicles LLC con sede a New York per cominciare ad esportare le sue vetture in Usa a partire dal 2007.
Anche in Italia, alcune migliaia di vetture prodotte in Cina dal costruttore locale Faw Group Corporation aspettano solo il via dell'omologazione per essere importate dalla società molisana DR Automobiles Groupe di Macchia d'Isernia.