Tutto cominciò nel 1929

La storia del raid inizia da lontano, molto lontano. Le sue radici hanno presa nei primi anni del secolo scorso. Nel lontano 1929 lo sport motonautico in Italia andava sviluppandosi rapidamente e si affermava prevalentemente sul Lago di Como e sul Lago Maggiore con le famose riunioni internazionali, che allora raccoglievano - in appassionanti e combattute competizioni di velocità in circuiti chiusi - i più noti assi dell'epoca. La 'Giornata Nazionale del Fuoribordo", organizzata dal Gruppo Motonautico della Sezione di Milano della Lega Navale, col patrocinio della 'Gazzetta dello Sport", chiamava invece all'appello - nella prima domenica di agosto di ogni anno - centinaia di fuoribordisti che nei maggiori centri marittimi e nelle acque interne disputavano, con eliminatorie, semifinali e finali, l'ambitissimo titolo di campione nazionale della categoria.
In questo ampio quadro storico mancava, però, la grande gara di fondo, la competizione che potesse collaudare veramente l'efficienza dei motori e degli scafi, oltre che la reale la resistenza dei Piloti.
Ed è da questa constatazione, e anche dal desiderio e dalla aspirazione di portarsi in linea con gli sport motoristici, che già avevano in calendario corse di lunga distanza, che nacque l'idea di organizzare una prova su un percorso nautico che, per estensione, per varietà delle zone da attraversare, per le caratteristiche delle acque e per il significato connesso alla sua realizzazione, potesse veramente costituire una ragione di prestigio dello sport motonautico in campo internazionale. E allora quale via d'acqua migliore scegliere se non il Ticino, il maestoso Po ed infine la divina Laguna? Infatti, in quell'anno, precisamente alla Canottieri Ticino, era sceso da Milano un distinto signore a chiedere ospitalità per far partire una gara di imbarcazioni a motore che raggiungesse Venezia sull'acqua, utilizzando la naturale idrovia che da secoli collegava Pavia con Venezia. Era il presidente della sezione di Milano della Lega mavale italiana, l'ingegner Vincenzo Balsamo (marinaio napoletano).
La proposta non fu accolta con entusiasmo perchè i dirigenti temevano per la loro tranquillità, la cosa, però, interessò subito un gruppetto di giovani soci tra i quali si diffondeva l'interesse per lo sport nautico. Balsamo allora interpellò anche quello che era ritenuto il Re del Ticino (cioè il mitico Paride Negri coi suoi due figli, entrambi campioni di canottaggio) titolari di un imbarcadero per il noleggio di barche. In breve, il 6 giugno 1929, dallo storico vecchio Ponte Coperto di Pavia, nei pressi della sede della Canottieri Ticino sezione Motonautica, prese il via il primo sparuto gruppo di ardimentosi che tra peripezie e fatiche, in ben 11h26'23", portò il pavese Ettore Negri in veste di pilota con il milanese Luigi Calvi in veste di secondo e meccanico, a raggiungere il traguardo di San Marco. Ma anche con una falcidia notevole di concorrenti, in quanto soltanto 10 dei 24 equipaggi partiti raggiunsero il traguardo finale. Soprattutto, però, venne sfatata la profezia dei pessimisti e si apri ai piloti italiani la più bella maratona nautica, la più lunga gara motonautica di fondo del mondo: la «Pavia-Venezia» che, con sempre crescente successo portò al raggiungimento dei records da parte dei vari piloti, Cometti, Casanova, Rasini, Brunelli, Colnaghi, Beltrami, Renato Molinari, Petrobelli e tantissimi altri.
Nel 1932, la Canottieri Ticino sezione Motonautica si trasformò in Associazione Motonautica Pavia con sede galleggiante. Da allora quella bellissima corsa che è la Pavia-Venezia ogni anno e sino a giungere al 1939, come dimostra l'albo d'oro, ne continuò l'organizzazione ininterrottamente. Malgrado qualche avvisaglia di guai fossero già apparsi all'orizzonte, si continuò l'organizzazione della competizione prevedendo per la prossima edizione la data 10 giugno 1940. Ben presto però, ci si accorse che a quella data, altri avevano pensato, ma con intendimenti ben diversi dai fini sportivi: il 10 giugno 1940, infatti, Mussolini dichiarò l'entrata in guerra dell'Italia. Iniziò cosi per tutta la nazione quel periodo durante il quale ben altri pensieri passavano per la popolazione, ivi compresi gli organizzatori del raid; che però, mai abbandonarono del tutto il desiderio di vedere ritornare il Ticino solcato da quello stormo di barche veloci.
Fu soltanto nel 1952 che l'Associazione Motonautica Pavia riusci a far ripartire la Pavia-Venezia utilizzando il percorso della Idrovia Padana, con partenza dalla sede dell'Associazione Motonautica Pavia e arrivo a Venezia nel bacino di San Marco, ai Giardinetti reali.
Il Raid ha ripreso la sua gloriosa marcia e continuerà, oltrechè nella sua funzione di banco di prova per piloti, barche e motori, fedele alla tradizione degli antichi navigatori, a costituire la dimostrazione della validità del collegamento idroviario tra la pianura Padana ed il mare Adriatico.