I ragazzini confessano: «Siamo stati noi»

CASORATE. Alla fine hanno confessato. Uno a uno. I ragazzi terribili che hanno allagato la scuola, non hanno retto il peso di un gesto cosi grave. Lo conferma il sindaco, che ha ascoltato dai diretti protagonisti della vicenda il racconto della notte brava. Il cerchio si era stretto già il giorno dopo attorno ai responsabili. «Hanno ammesso di aver fatto una stupidaggine» dice Gianni Rho. Il Comune, intanto, intensifica le iniziative a favore di ragazzi e bambini.
Sconcerta l'età dei ragazzi: 13 anni. Poco più che bambini. O forse lo sono ancora. «Presi uno a uno e messi alle strette, alla fine sono crollati - spiega il sindaco -. E hanno ammesso: 'Si, siamo stati noi". Il motivo? Nessuno in particolare. Ora prenderemo i provvedimenti. A partire dal risarcimento del danno, che comunque non è ingente». Martedi prossimo il primo incontro con i genitori. C'è un caso più complesso di altri, nel gruppetto. Ha una storia familiare molto difficile. E' molto probabile che il ragazzino finisca in una comunità di accoglienza.
Quasi a presagire lo scoppio di un cosi diffuso disagio giovanile, l'amministrazione aveva preparato un programma di intervento psicologico nelle scuole del territorio. Ironia della sorte, nel calendario era prevista la partenza proprio a maggio.
«Infatti il primo incontro è avvenuto proprio la settimana scorsa - spiega l'assessore alla Pubblica istruzione, Francesco Rotundo -. La proposta è nata da esigenze emerse proprio tramite il confronto con una serie di istituzioni, a partire da quelle scolastiche».
I destinatari dell'iniziativa dell'ascolto psicologico (coordinato da una serie di esperti) sono genitori, alunni e insegnanti di medie, elementari, materna, e addirittura nido.
«L'elemento centrale è l'ascolto e il lavoro di rete fra i diversi attori che a vario titolo si occupano della crescita e dello sviluppo del bambino e dell'adolescente, a partire dal servizio tutela minori del territorio». Gli interventi rivolti alle famiglie offrono uno spazio di ascolto, confronto sui metodi educativi e mediazione rispetto al rapporto con i figli. Stessa metodologia per educatori e docenti. «Andremo avanti per tutto il mese di giugno - precisa ancora l'assessore -. Poi riprenderemo a settembre. Dobbiamo proprio partire dalle famiglie. Non è una critica, ma riflettiamo su quanto accaduto alle medie l'altra sera: come è possibile che dei ragazzini di 12-13 anni se ne vadano in giro a quell'ora di notte? Non mi sembra normale. Ecco, bisogna partire da queste considerazioni per comprendere poi certi fenomeni». Intanto, sempre nell'ambito delle iniziative a favore dell'infanzia, domani il Comune ha organizzato «Giocattoli per i meno fortunati», finalizzato alla raccolta di materiale da inviare ai bimbi ricoverati in ospedale. Il punto di raccolta è in piazza Contardi: qui sarà allestito per l'occasione un grande contenitore dove i bambini potranno portare i loro doni (orario dalle 9.30 alle 19).
Questa mattina, invece, è previsto il consiglio comunale dei ragazzi. Nel corso dell'assemblea dei più giovani, verrà consegnato il progetto sul miglior utilizzo dei giardini proprio davanti alla scuola media.