Condannati per le botte al fratello

GROPELLO. Due fratelli accusati di percosse, danneggiamenti e violenza privata nei confronti del terzo fratello. Un caso piuttosto singolare che è giunto all'attenzione del giudice Mario Vocino. I due imputati, Salvatore e Illuminato Donato, rispettivamente di 42 e 36 anni, avevano avuto un violento diverbio con Mario Donato che li aveva querelati. Sono stati condannati a due mesi.
L'episodio all'origine del processo si verificò a Gropello Cairoli il 5 novembre 1999. Qui i fratelli Illuminato e Mario sono titolari di una ditta. Il problema originario sorse proprio tra loro due, come ha riferito ieri mattina Illuminato nel corso del suo esame. «Avevo rilevato un ammanco di 180 milioni di lire - ha detto rispondendo al Pm Enrico Guastini - quattrini usciti dalla società attraverso assegni firmati da mio fratello Mario. Avremmo dovuto trovarci di fronte a un avvocato, ma lui non si presentò. Cosi andai in ditta insieme a mio fratello Salvatore e Mario iniziò a urlare e a spintonarci». Sempre secondo Illuminato Donato, che era difeso insieme al fratello dall'avvocato Piercarlo Collivignarelli, il fratello Mario aveva sostituito tutte le serrature della ditta mentre lui era in vacanza, costringendolo ad avviare un'azione di reintegro nel possesso. Ben diversa la versione prospettata dall'accusa. Secondo questa ricostruzione, i due imputati aggredirono il loro fratello costringendolo a rinchiudersi nel locale adibito a ufficio. Tagliarono i fili del telefono e poi iniziarono a colpire la porta dell'ufficio a martellate nel tentativo di scardinarla. La difesa ha contestato tale ricostruzione. Dicendo, ad esempio, che la denuncia relativa al taglio dei fili del telefono venne fatta in un secondo tempo rispetto al primo intervento dei carabinieri. E ricordando come dei danni provocati alle strutture non esista documentazione fotografica nè eventuali richieste di risarcimento. L'avvocato Collivignarelli ha puntato parte della propria arringa a mettere in dubbio la credibilità del querelante. Chiusa l'istruttoria dibattimentale, il pubblico ministero Guastini ha chiesto la condanna dei due fratelli a 4 mesi di reclusione. Mario Donato, tra l'altro, si era costituito parte civile contro i congiunti. Il giudice ha condannato i due imputati a 2 mesi di reclusione, concedendo la sospensione condizionale e la non menzione nel casellario. (f.m.)