«Quella bimba non è malata»
TORTONA. Non era malata, per l'Azienda sanitaria di Tortona, la bimba di 4 anni che non è stata sottoposta a vaccinazione obbligatoria a causa del rifiuto dei genitori, promotori di una lunga battaglia legale, tuttora in corso: una vicenda salita anche agli onori della cronaca nazionale. Una battaglia sull'obbligatorietà dei vaccini e sui loro possibili effetti collaterali. I genitori della piccola hanno parlato anche di una sospetta leucemia che sarebbe stata diagnosticata alla bimba.
Ma all'Azienda Sanitaria Tortonese smentiscono: «I genitori della bimba non hanno portato alcuna documentazione a sostegno della loro tesi e che attestava le disfunzioni della piccola - afferma Giacomo Bruzzone, medico dell'ASL 20, e responsabile dell' Attività di Vaccinazione della stesa Azienda Sanitaria - Ci è stato consegnato un certificato medico dell'Ospedale infantile 'Cesare Arrigo" di Alessandria dove la bimba era stata ricoverata per patologie non gravi, ma questo è stato presentato il 17 agosto 2001, cioè quattro giorni prima della prima vaccinazione. Il certificato riguardava una patologia che non dava alcuna controindicazione alla vaccinazione, e non diceva nulla al riguardo delle vaccinazioni, né sconsigliava di far vaccinare la bimba. Abbiamo chiesto ai genitori di portarci la documentazione medica che attestasse quanto affermavano, ma non ci è mai stato consegnato nulla».
L'azienda sanitaria, quindi, ha provveduto a vaccinare la piccola con la prima dose e poi il richiamo.
I genitori, però si sono rifiutati di effettuare la terza vaccinazione, ed è scattata la 'multa" dell'Asl 20: una sanzione di 194 euro, che ha innescato la successiva battaglia legale, conclusasi con la sentenza del Giudice di pace di Tortona che annullava la multa.
L'Asl 20 è ricorsa in Cassazione e in attesa della sentenza, il caso è tornato agli onori della cronaca: la coppia tortonese, infatti, è difesa dal Comitato che si batte per rendere facoltativa la scelta di vaccinarsi.
«La legge sulla vaccinazione obbligatoria - conclude Bruzzone - può avere anche delle lacune, ma bisogna considerare che la vaccinazione non serve soltanto alla persona che la effettua, ma rappresenta anche una difesa per gli altri. Se una vaccinazione crea problemi di salute, esiste anche una normativa sulla farmacovigilanza e noi medici siamo i primi a preoccuparci di analizzare eventuali disfunzioni, che però devono essere documentate».
I genitori della bimba avevano deciso di intraprendere la battaglia legale non tanto per la sanzione bensi per una questione di principio. Il caso, come si diceva, è diventato nazionale. Lecito attendersi altri sviluppi. (a.b.)