Chignolo: un anno e 4 mesi per la calunnia
CHIGNOLO.Un anno e quattro mesi per calunnia. Questa la sentenza pronunciata dal giudice Pietro Balduzzi nei confronti di Francesco Fabiano, 53 anni, residente a Sordio, in provincia di Lodi. La contestazione ruota intorno a un assegno. Secondo l'accusa, verso la fine di marzo 2000 Fabiano emise un assegno da 10 milioni di lire sulla Banca Popolare di Lodi. Assegno che non era intestato. Il 7 aprile successivo, lo stesso Fabiano si recò dai carabinieri di Chignolo e fece denuncia di smarrimento del medesimo assegno. In realtà dalle indagini e dall'esame dei testi è risultato che l'effetto era stato consegnato a Marcello Pizzino dallo stesso Fabiano, verso la fine di marzo, a titolo di pagamento nell'ambito di un rapporto d'affari. Pizzino, poi, aveva dato l'assegno alla titolare di una ricevitoria la quale se lo era visto bloccare dalla banca proprio a causa della denuncia sporta dal Fabiano. Nel corso dell'istruttoria dibattimentale, questa ricostruzione è stata confermata dai testimoni. Fabiano, che era difeso dall'avvocato Monica Dapiaggi, è stato imputato di calunnia in quanto, consapevole di avere consegnato l'assegno a Pizzino e di non averlo smarrito, ha esposto quest'ultimo al rischio di un'incriminazione per il reato di ricettazione. Si tratta della calunnia 'indiretta" o reale. Al termine dell'istruttoria dibattimentale, il pubblico ministero Luisa Rossi ha chiesto la condanna dell'imputato a 2 anni e 3 mesi di reclusione. La calunnia è sanzionata in maniera molto pesante dal nostro codice penale. Il difensore ha invece domandato il minimo della pena. Il giudice ha ritenuto Fabiano colpevole del reato a lui ascritto e lo ha condannato a 1 anno e 4 mesi concedendo i benefici di legge. (f.m.)