Ghinzani, paladino di Lomellina

VALLE LOMELLINA. «Porterei la fiaccola olimpica per ricordare che la cultura è parte della vita di ogni giorno». Alberto Ghinzani è un artista di fama internazionale che non ha mai smesso di amare il paese in cui è nato nel 1939, Valle Lomellina, un centro abitato di solide tradizioni agricole, in cui lo scultore possiede la casa di famiglia e uno studio. Attraverso il concorso 'Scegli il tuo eroe", promosso dal Toroc, il comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, e dallaProvincia Pavese , Ghinzani vuole dare visibilità a un territorio amato fin da quando seguiva il nonno materno Clemente Serra nella sua fabbrica di fisarmoniche. A scegliere i cinque tedofori che il 31 gennaio 2006 porteranno la fiaccola nel suo tragitto per Pavia saranno i lettori, utilizzando la scheda pubblicata qui sopra. I nove candidati sono stati scelti nel mondo della solidarietà, dell'impegno ambientale, dell'arte e della cultura pavesi. L'iniziativa voluta dal Toroc coinvolgerà 10mila tedofori in tutta Italia.
Docente di anatomia artistica all'Accademia di belle arti di Brera, direttore e già presidente del Museo della Permanente di Milano, Ghinzani racconta l'intimo legame con quella terra delle risaie che, soprattutto negli anni Settanta, lo ha portato a identificare steli e paludi come metafore del paesaggio lomellino. «La Lomellina soffre di una crisi d'identità secolare, sconta una posizione di frontiera e si sottovaluta senza conoscere i motivi intrinseci di questa debolezza. Credo però che abbia tutte le potenzialità per emergere». Nei primi anni della carriera, lo scultore lomellino si è avvicinato alla realtà rurale reinterpretandola secondo un originale concetto di spazio e di forma. «Questa è l'acqua, questa è la terra che conosco, la pianura, l'orizzonte sempre cercato», ha scritto l'artista nel catalogo edito nel 2002 per una mostra a Vigevano. Fra una personale in giro per il mondo e una lezione all'Accademia di Brera, fra gli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta Ghinzani ha avuto anche tempo per appassionarsi alla vita amministrativa e culturale di Valle: assessore alla Cultura e all'Urbanistica, fondatore della biblioteca comunale Marucchi, l'artista ha organizzato eventi di ampio respiro, sempre per ribadire la necessità di puntare sulle risorse della Lomellina. «In termini di arte e di cultura dovremmo avere maggior consapevolezza della realtà che ci circonda - spiega -. Certo, non possiamo vantare un Raffaello, ma perché non si valorizzano i dipinti tardogotici di un Tommasino da Mortara o gli affreschi della chiesetta di Santa Maria di Valle? Il tutto in una prospettiva anche turistica, alla luce della vicinanza a grandi città come Milano e Torino». L'amore per l'ambiente non lo porta però a racchiudersi fra Po, Ticino e Sesia: «Essere orgogliosi di quello che la nostra terra può offrire non deve farci diventare provinciali. Va mantenuta una visuale non solo italiana, ma direi europea». Nei suoi interventi Ghinzani non ha mai smesso di denunciare il fenomeno del campanilismo e lo scarso utilizzo delle potenzialità culturali locali da parte degli abitanti della provincia di Pavia: «Qui molte persone ignorano l'esistenza della basilica di Santa Maria Maggiore a Lomello: un monumento apprezzato dai docenti dell'Università tedesca di Darmstadt. E' assurdo».
Umberto De Agostino