Quel cda è da rifare
MILANO.Nuova puntata nella battaglia fra Abn Amro e Popolare di Lodi per il controllo di Antonveneta. Il tribunale di Padova, accogliendo un ricorso della banca olandese, ha sospeso la delibera adottata il 30 aprile scorso dall'assemblea di Antonveneta.
Si tratta della delibera che ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, tutto espressione della Popolare di Lodi.
Stando alle indiscrezioni, la magistratura civile di Padova avrebbe previsto che il vecchio consiglio di Antonveneta venga reintegrato nell'incarico per indire una nuova assemblea dei soci.
In buona sostanza la magistratura ha confermato quanto già deciso della Consob, la Commissione di vigilanza sulle società e la Borsa. La Consob, infatti, ha stabilito che il 30 aprile scorso, in assemblea a Padova, la Popolare di Lodi (con il 29,31%) si era di fatto accordata con Emilio Gnutti (che ha il 4,92% attraverso Fingruppo e l'1,97% attraverso la GP Finanziaria), con i fratelli Lonati (che hanno il 2,55%) e con l'immobiliarista Danilo Coppola (con l'1,47%). In questo modo, al momento di eleggere il nuovo consiglio, era passata per intero la lista di 15 nomi presentata dalla Popolare di Lodi.
Ma, è la tesi di Abn Amro, se 'concerto" c'è stato, cioè Lodi aveva un accordo segreto con altri soci, allora quanto deliberato dall'assemblea non è valido. E dunque non ha valore il Cda espresso da quell'assemblea.
Dopo quanto deciso dal tribunale non è detto che si arrivi a una nuova assemblea di Antonveneta. Intanto la Popolare di Lodi farà ricorso contro questa decisione, come ha fatto ricorso contro la decisione della Consob. E poi ci sono le due Opa (offerta pubblica di acquisto) che stanno per scattare. Quella di Abn a 25 euro per azione e quella 'obbligatoria" della Popolare di Lodi, imposta dalla Consob, a un valore leggermente inferiore (24,4 euro).
Per lanciare questa offerta la Lodi si è accordata con Bnp Paribas, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland e Dresdner. Per rilevare l'intero capitale di Antonveneta servono 4,8 miliardi di euro, ma Gianpiero Fiorani conta di spendere molto meno. Infatti la Popolare di Lodi, nei giorni scorsi, ha sottoscritto un patto di sindacato (con Gnutti, Lonati e Coppola) che può contare sul 38% delle azioni. Il patto, naturalmente, non aderirà all'Opa e cosi dovrebbero fare altri azionisti 'amici" che possiedono il 13% di Antonveneta.
In questo modo il 41% sarebbe già al sicuro e all'Opa, per paradosso, potrebbe aderire la Abn Amro qualora si accorgesse di aver perso la partita. E questo perchè l'Opa degli olandesi punta a raccogliere almeno il 66%, cioè i due terzi dei voti, in modo da controllare agevolmente la banca. Ma, i conti sono facili, se il 41% è già nella mani di Fiorani e soci, l'Opa di Abn è destinata a raccogliere ben poco.
Gli olandesi, comunque, protestano con la Banca d'Italia e dicono che la Popolare di Lodi deve procedere al rafforzamento finanziario prima di lanciare l'Opa.
(g.f.)