Rutelli alla Margherita: diciamo no al listone
ROMA. Divisa sul Listone, la Margherita va alla conta. Rutelli accusa Prodi di avere una eccessiva «consonanza» con i Ds e conferma la linea autonomista che potrebbe riportare alle prossime politiche il simbolo della Margherita nella scheda proporzionale. La possibile adesione alla lista unitaria, che è stata discussa ieri in un'accesa riunione dell'ufficio di presidenza della Margherita, dovrebbe essere votata domani.
Il condizionale è d'obbligo perché il documento non è stato ancora preparato. A far saltare sulla sedia Rutelli è stata l'intervista apparsa su 'Repubblica" con la quale Fassino ha sostenuto che la Quercia potrebbe andare avanti sulla strada della Fed anche senza Rutelli. «Sulla lista unitaria nella Margherita è in corso una discussione che va rispettata. Mi auguro che prevalga la riconferma del disegno unitario condiviso finora. Ma se cosi non fosse» ha avvertito Fassino «noi non intendiamo rinunciare. Come per la moneta unica, la porta resta aperta a chi voglia aggiungersi successivamente».
Parole che hanno avuto l'effetto di uno schiaffo per i rutelliani e i popolari che nel partito già si trovano in rotta di collisione con i prodiani e accarezzano l'idea di una federazione di centro con Mastella. Parisi, che ha già protestato per la rottura della moratoria, reclama l'apertura di un dibattito anche se alcuni esponenti, come Ciriaco de Mita, sembrano già aver scelto la linea dura.
All'assemblea federale di oggi e domani Rutelli è intenzionato a dire no alla lista unitaria della Fed nel 2006. I prodiani si opporranno ed è probabile che alla fine ci sarà un documento, con un voto che sancisce la divisione.
Duro è anche Franco Marini che non ha digerito l'intervista di Fassino e lo sfida ad «andare avanti» anche da solo mentre Giuseppe Fioroni insinua il sospetto che il segretario della Quercia abbia in mente di costruire una «cosa diversa» dalla federazione dell'Ulivo e molto simile alla prosecuzione di una «cosa 3 o 4».
Ma ad essere in difficoltà sono anche i prodiani, che sono stati spiazzati dall'intervista di Fassino. «Noi» precisa Willer Bordon «non abbiamo bisogno di fratelli maggiori, abbiamo già deciso. La Margherita ha un progetto, quello ulivista». Un invito ad evitare le «strozzature» di «conte affrettate» che finirebbero per dare «più problemi di quanti ne risolverebbero» parte invece da Enrico Letta mentre Dario Franceschini invita ad andare avanti con la Federazione e non esclude la possibilità di presentarsi alle elezioni con liste separate: «E' una questione sulla quale deciderà l'assemblea federale».
Nell'attesa, Ds e Sdi fanno pressing sui centristi. Fassino definisce una «forzatura» il titolo di Repubblica e nell'assicurare che la Quercia «non vuole escludere nessuno», ammette di non capire la posizione di chi nella Margherita dice si alla federazione e no alla lista unitaria: «Questa formula» avverte Fassino «congela il processo unitario». Il naufragio della Fed è invece ciò che sperano gli esponenti del Correntone Ds che con una lettera a aperta a Rutelli lo invitano a «bucare» le ruote del Triciclo.