Ripa Di Meana: "Ora sono cambiata"
PAVIA.L'inconfondibile chioma rossa, i vestiti colorati e i dettagli ricercati. Marina Ripa di Meana e il suo stile particolarissimo, che l'ha coronata regina dei salotti. Principessa della mondanità. Ma lei è lontana anni luce dalla vita spensierata che conduceva fino a poco tempo fa. Da meno di tre anni sa che cosa significa vivere con la paura della morte cucita addosso. Da due mesi gira instancabilmente l'Italia per raccontare la sua trasformazione promuovendo il suo ultimo libro «Cara Paola, sorella mia» i cui proventi sono destinati alla Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Ieri pomeriggio ha fatto tappa a Pavia, alla libreria Voltapagina, per un appuntamento che avrebbe dovuto condividere con la conduttrice Maria Teresa Ruta anche lei fresca di stampa con un libro di ricette ironiche scritto dopo l'esperienza all'Isola dei famosi. Il duetto però non c'è stato. L'incontro era fissato per le 17.30, ma della Ruta non si è saputo nulla fino alle 19, quando ha telefonato in libreria per spiegare le ragioni della sua assenza: un contrattempo familiare che l'ha vista costretta a Milano, a fianco del figlio leggermente infortunato.
Mentre la gente aspettava Marina Ripa di Meana si è concessa un momento di shopping nel centro. Ha cosi spezzato l'attesa, senza lasciarsi spazientire da un contrattempo che ha mandato all'aria lo scopo della sua permanenza pomeridiana a Pavia.
Chi è oggi Marina Ripa di Meana? Sicuramente è ancora una donna bellissima, nonostante l'incidere dell'età. Però non è più quella persona esibizionista quale si era rivelata nei precedenti libri. Come non ricordare il clamore suscitato all'uscita de «I miei primi quarant'anni». Tutto ciò non c'è più in «Cara Paola, sorella mia». Il libro è una lettera scritta alla sorella minore morta il giorno di Natale di due anni fa. E' il racconto del rapporto tra due sorelle che si sono amate, ma anche odiate; che sono state antagoniste, ma anche complici. «In soli venti giorni ho perso Paola per un tumore al pancreas. Alcune settimane prima mi aveva chiamato dicendomi di non andare a trovarla perché aveva una brutta influenza e non voleva contagiarmi. I giorni passavano e quello che doveva essere un malanno di stagione non passava. Sono andata a casa sua e l'ho trovata piegata in due, il viso giallo». Da quel momento inizia lo smarrimento e un calvario che durerà meno di un mese. «Pochi giorni dopo il suo funerale ero spaventatissima - racconta - e ho deciso di fare anch'io degli esami medici. Ho scoperto cosi di avere un tumore al rene. Oggi se sono viva lo devo al sacrificio di mia sorella e alla professionalità del centro oncologico diretto da Veronesi. Ecco perché, uscita dal tunnel della malattia, ho deciso di spendere le mie energie per aiutare la ricerca sul cancro. Per la prima volta nella mia vita penso alla morte; mi credevo una privilegiata, forse un'immortale, ora ho capito che la vita riserva tante sorprese».
Raffaella Costa