Lo spettro d'un nuovo caso Cogne
LECCO.Infanticidio? Disgrazia? O davvero è andata come ha raccontato la madre: il piccolo Mirko è morto perchè abbandonato nella vasca da bagno? Una risposta arriverà, forse prossimi giorni. Difficile prevedere quali saranno i tempi delle indagini. Anche nel gennaio 2001, a Cogne, si era detto e scritto che, di li a qualche giorno, tutto sarebbe finito, tutto sarebbe stato chiarito. Invece sono passati 4 anni e mezzo e le indagini sono ancora in pieno svolgimento. E' vero, Anna Maria Franzoni è stata condannata in primo grado a 30 anni di carcere per omicidio volontario del piccolo Samuele, ma il suo legale Carlo Taormina continua a portare nuove perizie, nuovi indizi, nel tentativo di scagionarla. L'importante, dicono i carabinieri in questi casi, è arrivare subito sul luogo del fatto. La stanza dove è morto il piccolo Mirko Magni - sostengono a Merate - non deve essere «inquinata», cioè non deve subire alterazioni rispetto al momento della tragedia. Solo cosi sarà possibile ricostruire, con esattezza, quanto avvenuto ieri mattina alle 10,30 quando, in casa, c'erano solo il bimbo e la mamma. Per il resto la cronaca, anche recente, è piena di fatti analoghi. Purtroppo, in Italia come in tutto il mondo, il reato di infanticidio è molto frequente. Il 12 maggio 2002 a Santa Caterina Valfurva, in provincia di Sondrio, una donna di 32 anni aveva infilato la figlioletta di 8 mesi nella lavatrice insieme ai panni sporchi. Quella mamma è poi stata prosciolta dall'accusa di omicidio volontario «per un totale vizio di mente al momento del fatto». Aveva ucciso, hanno detto i periti, in preda a una crisi post-parto. Invece sono stati condannati all'ergastolo, il 9 maggio scorso, i due genitori di Pontedera che, nel 2001, hanno ucciso due dei loro figli, appena nati. Il corpo di uno dei piccoli era stato trovato in una discarica, l'altro non è mai stato ritrovato. In ordine di tempo l'ultimo caso di infanticidio risale al 19 marzo scorso: una ragazza di 22 anni di Uboldo (Varese) ha partorito un bambino, l'ha rinchiuso in un sacchetto di plastica e l'ha riposto in un armadio, dove il bambino è morto soffocato. La donna l'ha ucciso «perchè non lo voleva».