Quell'incrocio a rischio e senza strisce

BRONI.Bisogna capitarci di notte all'incrocio fra la circonvallazione e via dei Mille per capire quanto sia un punto a rischio. Centocinquanta metri più avanti c'è il semaforo della stazione, d'accordo. Ma all'incrocio di via dei Mille non c'è nemmeno un lampeggiante. E non ci sono nemmeno più le strisce pedonali che fino a che la strada non è stata riasfaltata avvertivano gli automobilisti che di qui passa tanta gente. Ci passano i ragazzini che vanno al campo sportivo, ci passa chi va verso la piscina, ci passa chi in un modo o nell'altro deve attraversare il passaggio a livello. Attraversare la statale alla fine di un rettilineo chilometrico che arriva dritto dritto da Stradella è una roulette. Ma l'alternativa non è migliore: si deve camminare a lato della carreggiata fino al semaforo per cento metri, poi si torna per altri cento metri verso l'incrocio di via dei Mille. Se è notte sono cento metri senza un riparo o un marciapiede per andare, cento metri per tornare. Non si può fare niente? A Voghera, tanto per fare un esempio, un esperimento l'hanno fatto. Nei punti più a rischio delle grandi arterie più trafficate ci sono le strisce pedonali colorate e sopraelevate. E in cima, appeso ad un traliccio che attraversa tutta la strada, c'è un tabellone luminoso che avverte gli automobilisti che stanno per raggiungere un punto di attraversamento pedonale. Arrivi in auto e, per distratto che tu sia, il tabellone luminoso lo vedi da lontano. Intuisci l'attraversamento e viene naturale mollare il piede dall'acceleratore e guardare ai lati della strada se qualcuno arriva.