Salvadeo, in arrivo nuove commesse

VOGHERA. Arrivano le commesse, ritornano al lavoro gli operai. Nuova schiarita alla Salvadeo, l'azienda metalmeccanica di via Oriolo, simbolo dell'industria vogherese in difficoltà, ma che tuttavia non getta la spugna: nostante la congiuntura negativa per tutto il comparto. Venerdi scorso si è tenuto l'incontro tra la proprietà, rappresentata dal presidente Giorgio Alloisio, e i sindacati. L'esito è stato positivo: entro giugno, infatti, tutti i lavoratori dovrebbero tornare in fabbrica.
Moderatamente soddisfatto il segretario provinciale della Fiom-Cgil Michele Fucci, che dice: «Ci è stato assicurato che entro il mese prossimo rientreranno tutti i lavoratori. Non è una cosa da poco. Secondo il presidente della Salvadeo Alloisio arriveranno delle commesse tali da garantire il ritorno in fabbrica dei lavoratori in cassa integrazione». La maggior parte dei lavoratori è già rientrata: in cassa integrazione ordinaria sono rimasti in sedici su un totale di quarantadue. Quarantadue lavoratori che in questi mesi hanno vissuto, sulla propria pelle, la crisi di un settore legato a filo doppio con l'industria dell'auto. La crisi dell'industria metalmeccanica è una diretta conseguenza - secondo il presidente della Salvadeo, che fa parte del gruppo Mecof di Ovada, in provincia di Alessandria - della crisi Fiat, vale a dire la principale industria manifatturiera italiana. «Che ci siano delle difficoltà, è fuori discussione - conferma il sindacalista -, ma qualcosa alla Salvadeo si sta muovendo. E' positivo che la proprietà non abbia gettato la spugna, che stia lottando per uscire dalla crisi». Uscire dalla crisi potrebbe significare l'ingresso di nuovi soci disposti ad immettere capitale fresco: non si può, infatti, escludere che l'azienda di via Oriolo venga venduta. A ventilare questa ipotesi è sempre il segretario provinciale della Fiom-Cgil: «La possibilità esiste, ma non c'è niente di sicuro al momento». Per la Salvadeo di via Oriolo il 2005 è iniziato male, come un anno orribile: stipendi in ritardo, commesse assenti, scioperi, picchetti davanti allo stabilimento. Poi, a metà aprile, anche la Salvadeo, dopo il gruppo Mecof, è stata posta in amministrazione controllata: una misura che ha dato ossigeno all'azienda. Al commissario giudiziale, lo stesso per la Mecof e la controllata Salvadeo, spetterà il compito, non facile, di mettere a punto un piano di rilancio.
Ma, purtroppo, non tutte le crisi industriali hanno un epilogo positivo o quantomeno tale da generare un cauto ottimismo.
Emblematico, al riguardo, il caso della Option di Santa Giuletta, che recentemente è stata dichiarata fallita dal tribunale di Voghera. I lavoratori della Option sono senza stipendio da molti mesi. La vicenda dell'azienda di Santa Giuletta è stata caratterizzata da rapporti difficili tra la proprietà e i lavoratori. In Oltrepo un altro focolaio di crisi è rappresentato dalla Sfr, dove tuttavia la situazione sembra stia migliorando. Anche in Oltrepo il settore metalmeccanico si conferma tra i più sofferenti: un trend europeo e non solo nazionale. (p.a.v.)