«Congelare gli ovociti anzichè gli embrioni» Il Movimento per la vita ne discute con Vescovi
PAVIA. «Un atteggiamento leale con la ragione permette un confronto anche con i laici come il professor Angelo Vescovi». Lo ha dichiarato il vice-presidente del Movimento per la Vita Italiano Gianni Mussini, a margine della presentazione dell'ultimo libro dello scienziato Angelo Vescovi organizzata dal Comitato Scienza e Vita lunedi sera in collaborazione con il Collegio Santa Caterina di Pavia. Alla presentazione dell'ultimo libro di Vescovi, intitolato «La cura che viene da dentro», era presente anche il professor Carlo Alberto Redi, pioniere nelle tecniche di clonazione.
Gianni Mussini, vicepresidente del Movimento per la Vita Italiano e membro del comitato Scienza e Vita, che ha organizzato l'incontro lunedi sera al Santa Caterina di Pavia, ha voluto sottolineare che «il confronto con Vescovi avviene non per la condivisione della fede bensi grazie ad un atteggiamento onesto e leale nei confronti della ragione. E', infatti, su base prettamente termodinamica, biologica e statistica e non metafisica o religiosa, che Vescovi afferma che i diversi stadi della vita rientrano in un unico, irripetibile e inscindibile continuum biologico chiamato essere umano che inizia con la fecondazione dell'ovulo e termina con la morte. Non abbiamo pregiudiziali a paragonarci con chiunque preferisca la ragione all'ideologia ed alla attuale dittatura del relativismo». «Personalmente, considero l'embrione una vita umana, a tutti gli effetti inviolabile e quindi non riproducibile ai fini di un successivo sacrificio, per quanto nobile il fine ultimo possa apparire» ha dichiarato Angelo Vescovi, che è condirettore dell'Istituto per la ricerca delle cellule staminali presso l'ospedale San Raffaele di Milano e professore di biologia cellulare all'Università degli studi 'Bicocca" di Milano.
In merito al problema degli embrioni congelati, Vescovi ha sottolineato che «non è chiaro, e quindi è praticamente impossibile, definire un termine di tempo dopo il congelamento, scaduto il quale si ha a disposizione un embrione cadavere. Trovo pilatesca - ha detto lo scienziato - la posizione della Ue che ha permesso la derivazione di cellule da embrioni congelati prima del giugno 2001». «Il limite è stato deciso arbitrariamente e, soprattutto, senza intervenire sulla produzione di embrioni soprannumerari, che quindi continua imperterrita». «Inoltre - ha aggiunto Vescovi - prima di tutto va deciso che l'embrione è vita sin dal primo stadio di formazione dello zigote e che non possono essere prodotti liberamente embrioni in soprannumero». E per quanto riguarda la protezione della donna che cerca di diventare madre grazie alla fertilizzazione in vitro? È proprio necessario produrre embrioni in soprannumero e congelarli per evitare successive stimolazioni ormonali? «Contrariamente a quanto i soliti noti ci vogliono far credere, sembra proprio di no - ha risposto Vescovi - invece di congelare gli embrioni, è possibile congelare gli ovociti. Questi possono poi venire scongelati per produrre nuovi embrioni da impiantare, senza sottoporre la madre a nuove stimolazioni. La tecnica ha la stessa efficacia del congelamento di embrioni». La serata è stata moderata dal professor Aris Zonta.