Archipittura del movimento razionalista
Il proficuo incontro che si verificò a Como negli anni Trenta del Novecento tra architettura e pittura nel nome del Razionalismo viene rievocato nella mostra 'Archipittura", in programma nella Pinacoteca Civica di Como sino al 3 luglio. La rassegna rientra nella iniziative per le celebrazioni del centenario di Giuseppe Terragni, l'architetto comasco che del Razionalismo fu uno il massimo esponente in Italia ed uno dei maggiori anche a livello internazionale. Gli episodi più significativi di quel felice momento culturale vengono ripercorsi attraverso le sette sezioni della mostra. Emblema della collaborazione tra architettura e pittura fu la Casa del Fascio, costruita nel 1932 da Terragni, che si occupò anche degli arredi, mentre il pittore Mario Radice esegui le decorazioni della Sala del Direttorio, e il designer Marcelle Hizzoli collaborò nella realizzazione dei pannelli fotomeccanici della facciata. La conversione di Mario Radice e dell'altro pittore Manlio Rho all'astrattismo geometrico e la loro frequentazione, insieme a Terragni, degli altri artisti che in quegli anni portavano avanti ricerche non figurative intorno alla milanese Galleria del Milione coincisero infatti con il periodo di costruzione della casa del Fascio di Como. I problemi plastici enunciati dall'architettura razionalista furono gli stessi che coinvolsero il geometrismo astratto in pittura. Infatti, esisteva una comune tensione a risolvere problemi legati alla struttura ed alla forma. Alimentata da incontri, rapporti personali, confronti di idee, la relazione tra architetti e pittori razionalisti si concretizzò anche in altri progetti, presi in esame dalla mostra. Sono quelli relativi alla «Casa sul lago per artista», presentato alla V Triennale di Milano (1933) e che vide riuniti intorno a Terragni gli architetti Lingeri, Cereghini, Giussani, Mantero, Ortelli, Ponci, insieme a Nizzoli e Radice; la fontana di Piazzale Corsica a Camerlata (1935), progettata dall'architetto Gasare Cattaneo insieme a Radice, unendo le rispettive competenze nella soluzione di problemi formali e nello stesso tempo funzionali. Meglio anni successivi Radice e Cattaneo lavorarono inoltre insieme nella progettazione di alcune chiese. La rassegna prende in esame anche gli sviluppi che la collaborazione architetti-pittori ebbe nel dopoguerra. L'architetto Ico Parisi, Mario Radice e lo scultore Francesco Somaini operarono insieme nelle decorazioni di Villa Bini a Monteolimpino (1952-53). Lo stesso Parisi progettò con Silvio Longhi e Luigi Antonietti il Padiglione Soggiorno dalla X Triennale (1954), con interventi anche di artisti come Munari, Reggiani, Milani e Somaini.