Metà dei reati commessi dai clandestini


ROMA. La metà dei reati scoperti in alcune regioni sono stati compiuti da emigrati clandestini. Nel 2004, su 611 mila persone arrestate o denunciate, 172 mila hanno il nome di extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu.
Pisanu ha colto l'occasione del 153º anniversario della polizia, celebrato alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi, dei presidenti delle Camere, di Silvio Berlusconi e del capo della polizia, Gianni De Gennaro, per un rapporto sulla criminalità, alla fine duramente contestato dai partiti di opposizione, che lo accusano tra l'altro di soccombere alla politica leghista.
Nel mirino, i giudizi del ministro dell'Interno sui Centri di permanenza temporanea. Pisanu li ha definiti uno «strumento indispensabile» per il controllo dei clandestini e se l'è presa con gli enti locali che non li vogliono, esponendo cosi le comunità a maggiori rischi di illegalità e a «opposte reazioni xenofobe e razziste». Un attacco anche ai «trafficanti di esseri umani», veicolo di un «mercato ignobile del lavoro nero» o di «manovalanza criminale».
Tra i successi 2004, la cattura di 118 latitanti mafiosi e «4.500 persone ammanettate». Triplicati i mafiosi denunciati per omicidio. Dati incoraggianti per la lotta alle estorsioni. «Ampia e penetrante» la prevenzione contro il terrorismo di matrice islamica. «Luce sulla galassia anarco-insurrezionalista». Stima oltre confine, per l'efficienza dimostrata durante le cerimonie papali in Vaticano. Un riconoscimento evocato in un messaggio anche da Ciampi, che parla di contributo al «prestigio internazionale dell'Italia». Il capo dello Stato ha ricordato anche il sacrificio di Nicola Calipari.
A De Gennaro, Berlusconi ha rivolto un pensiero grato per i caduti e si è detto conscio delle difficoltà operative della polizia. Le ha ricordate anche Romano Prodi, che ha parlato di «limitatezza delle risorse». Il presidente dell'Unione sindacale di polizia, Gian Paolo Tronci, ha criticato Pisanu, che non ha mai ricevuto una delegazione del sindacato. I successi sono dovuti ai sacrifici dei funzionari, retribuiti «con stipendi e indennità insufficienti».
Tra i ds, Giuseppe Lumia dice che la priorità contro i reati degli immigrati va data alla lotta contro le mafie che trafficano in esseri umani, ma ricorda le emergenze mafiose nazionali, come quella di Napoli e della Calabria, che hanno fatto peggiorare i dati della criminalità. Massimo Brutti fa ricadere sulla legge Bossi-Fini l'aumento della clandestinità. I Cpt sono divenuti centro di detenzione prolungata, di persone che non hanno commesso nessun reato.

Renato Venditti