La Quercia: elezioni in autunno

ROMA.La preoccupazione in casa Ds è forte e si pensa che, alla luce dei dati economici sempre più negativi, la situazione economica e sociale sia destinata ad aggravarsi di fronte ad un premier «che minimizza».
Ieri non ci sono state riunioni ufficiali a via Nazionale ma i quotidiani contatti tra Piero Fassino e i dirigenti della Quercia ed è Vannino Chiti, coordinatore della segreteria, a lanciare la proposta di impegnare ora il Parlamento sulla manovra economica, anche per dare un segnale al Paese, e poi andare ad elezioni in autunno, evitando cosi l'esercizio provvisorio. «Anticipiamo il Dpef e la legge finanziaria. Confrontiamoci, in modo serio - aggiunge - per vedere se c'è un minimo di misure economico-finanziarie per l'emergenza, perchè siamo in emergenza, su cui si possa convergere. Ma, al tempo stesso, andiamo alle elezioni politiche ad ottobre in modo da consentire agli italiani di voltare pagina e di ritrovare fiducia nel futuro». «Nessuno - sostiene Chiti - si può permettere di andare all' esercizio provvisorio in questa situazione ma, è anche vero, che il Paese non si può permettere di perdere altri 10 mesi».
Secondo Chiti, «un governo di centrosinistra e un'ampia maggioranza hanno l'autorevolezza per consentire all' Italia di voltare pagina, possono ricostruire un clima di confronto e di intese con le parti sociali tale da invertire la tendenza alla recessione e al declino».
Al botteghino, ricordano che l'allarme sulla situazione economica era stato lanciato da tempo, accompagnandolo alla richiesta di una «sessione straordinaria del Parlamento sull' economia», con il risultato di «esser tacciati per catastrofisti e menagramo» come ha osservato un altro dirigente della segreteria. «Siamo sempre più preoccupati - dicono a via Nazionale - per un governo semprè più inadeguato. Sono alla canna del gas e c'è un clima kafkiano in attesa del dato elettorale di Catania». «Il Paese - è il ritornello che Fassino e i suoi ripetono spesso - ha le forze per farcela ma ora è a rischio e ha bisogno di un' altra guida politica».
Sulla stessa lughezza d'onda BOselli, segretario dello Sdi. «Questo governo - osserva il segretario socialista - è ancor più debole del precedente mentre l'Italia vive una crisi ancor più grave dal momento che siamo entrati ufficialmente, purtroppo, nella recessione». Boselli quindi torna ad invocare le elezioni anticipate perchè «di fronte alla crisi economica l'esecutivo non è in grado di prendere una decisione su nulla: mentre il Paese ha bisogno di un governo che affronti questa emergenza». Nell'esecutivo «c'è una profonda divisione che ci fa essere molto preoccupati per il futuro» prosegue Boselli che conferma di non essere affatto d'accordo sull'ipotesi di un Governo istituzionale. «Io non ho mai creduto e non ci credo a questa ipotesi - spiega - penso che uno dei fatti positivi dell'attuale bipolarismo è che non prevede pasticci, governa una coalizione o l'altra. Credo che se il Governo getterà la spugna, una cosa che non ritengo improbabile, anche dopo il voto di Catania, si dovrà andare dritti filati alle elezioni e gli italiani dovranno scegliere chi dovrà governare il Paese».