Graziano, una sportiva in scena


PAVIA. Uno vede Franca Graziano a teatro, in una delle sue performance cerebrali, in uno dei suoi monologhi totalizzanti, quelli che lasciano l'attore sfibrato, e se la immagina tutta scena e biblioteca. Invece è una bulimica di sport: ma di sport vissuto, non visto in tv. Da giovane, prima di laurearsi in giurisprudenza a Pavia, ha praticato a livello agonistico nuoto, equitazione, sci, pallavolo, tennis e atletica leggera. A livello amatoriale, solo per divertirsi, anche ciclismo (su strada e cross). Franca Graziano è una dei nove aspiranti tedofori: cinque di loro il 31 gennaio 2006 porteranno la fiaccola delle Olimpiadi invernali di Torino nel tragitto della fiamma a Pavia. A sceglierli sarete voi, i lettori. La scheda di «Scegli il tuo eroe» pubblicata qui sopra vi permetterà di votare il vostro tedoforo preferito. L'iniziativa in provincia di Pavia è gestita dal Comitato organizzatore delle Olimpiadi e dallaProvincia Pavese .
Il Toroc, il comitato organizzatore delle olimpiadi, coinvolgerà 10mila tedofori in tutta Italia. I candidati pavesi sono stati scelti nel mondo della solidarietà, dello sport, dell'ambiente, dell'arte e della cultura, per riaffermare e difendere lo spirito olimpico in tempi di doping e varie «combine». Il loro sarà un gesto simbolico, quindi l'atletico Fabio Di Bella e l'81enne cantante delle mondine potranno passarsi senza problema il testimone. Franca Graziano, a dire il vero, non avrebbe problemi a fare il chilometro previsto tutto di corsa. «Tra tutti gli sport che ho praticato da giovane, l'atletica era quello che preferivo - racconta l'attrice. Nata ad Asti nel 1955, è a Pavia da oltre 25 anni dove ha creato MotoPerpetuo, un piccolo teatro-laboratorio in via Campari. «Ero una velocista, correvo soprattutto i 100 metri - Racconta - Ho accettato con entusiasmo l'idea di partecipare all'iniziativa della Provincia perchè amo molto lo sport. Purtroppo i miei orari di lavoro sono incompatibili con una regolare pratica sportiva. Mi è rimasta solo la bicicletta. Ne ho due, una da turismo e una da corsa: appena posso mi concedo una corsetta fuori città, per scaricare la tensione». Sport e teatro sono agli antipodi? «Niente affatto. Anzi, il corpo e il teatro sono intimamente legati tra loro. Il teatro è fisicità, impatto diretto, come lo sport. Tre anni fa MotoPerpetuo ha dedicato una serie di spettacoli allo sport: 'La scena scalda i muscoli". Tra i testi quello di Edoardo Erba, un autore pavese, sulla maratona di New York. Quest'anno il filo conduttore è invece il rapporto tra il corpo e la scena. Nel 2000 ho partecipato al Giubileo delle Arti. Eravamo otto attrici, con la guida di Renata Molinari, docente alla scuola di Arte Drammatica di Milano. Siamo partite da Orio Litta l'1 luglio e siamo arrivate a Roma, a piedi, il 5 agosto. Durante il viaggio abbiamo scritto racconti sul tema del «cammino» che abbiamo rappresentato in diverse tappe lungo il percorso. Camminavamo per 20 km al giorno, nelle soste scrivevamo. Un'esperienza indimenticabile». L' iniziativa 'Scegli il tuo eroe" vuole ribadire i valori positivi dello sport. «Sono d'accordo. Ho sempre pensato che chi fa sport ha un appoccio diverso alla vita, più positivo, rispetto a chi non lo fa. Sono nata in una famiglia dove questi valori erano radicatissimi. Mio padre è stato presidente del Panathlon di Asti e poi dei Veterani Sportivi. Per me lo sport è una valvola di sfogo. Le mie performance in scena sono sempre molto cerebrali: lo sport mi aiuta a compensare».

Paolo Fizzarotti