Procreazione assistita, tanta incertezza


VOGHERA. Il referendum sulla procreazione assistita fa discutere le donne di Voghera e dell'Oltrepo. Ma più che esserci un partito del no, c'è un partito delle indecise e dell'astensione. Chi ha scelto di andare a votare, infatti, barrerà per quattro volte il si. Come intende fare, per esempio, la responsabile della casalinghe Paola Zanin, che dice: «Non si può fermare la scienza, la ricerca scientifica».
«Dirò si alla scienza - prosegue la Zanin-, perché ritengo sbagliato imbrigliarla. Tuttavia come cattolica auspico un controllo sulla ricerca, sulla sperimentazione». Dal mondo dell'associazionismo a quello della scuola. Anna Corbi, preside del liceo Galilei: «Non credo agli ordini di scuderia, penso che questo referendum attenga alla sfera della coscienza, ognuno deve essere libero di decidere secondo coscienza. Ci devo pensare un po' anche se credo che a qualche quesito voterò si. Certo non è facile decidere perché il referendum sulla procreazione assistita chiama in causa i valori etici e religiosi delle persone». Roberta Rinaldi, responsabile comunicazione e marketing della Grove, appartiene al partito degli indecisi, un partito senza dubbio numeroso: «Confesso che non ci ho ancora pensato - dice -, mi sto informando. Di sicuro siamo chiamati ad esprimerci su tematiche delicate e molto personali. Ai media chiedo un'informazione il più possibile completa che metta nella condizione di scegliere». Non ha deciso cosa fare, come votare Maria Grazia Centelli, resposabile dell'Enpa di Voghera: «Sono una single convinta, forse per questo non sento particolarmente questo tema. Comunque da qui al 12 giugno, mi informerò e ci penserò». Sta valutando anche Graziella Zelaschi, dirigente scolastico nonché consigliere comunale: «La questione è molto complessa, per questa ragione sto esaminando tutti gli aspetti connessi al referendum». Sulla stessa lunghezza d'onda è Antonella Dagradi, insegnante e consigliere comunale: «Ci devo riflettere, adesso non so cosa risponderle - dice -. Comunque è una scelta personale». Antonia Meraldi, vice sindaco di Stradella: «Sono orientata a votare si». Si asterrà, invece, Angela Moneta, responsabile del presidio ospedaliero dell'Oltrepo. «Non sono assolutamente d'accordo con i si e le mie perplessità nascono proprio dal fatto che sono un medico. La manipolazione genetica pone ancora troppi problemi, non sono affatto sicura che i tempi siano maturi per certe libertà scientifiche». Di tutt'altro avviso l'assessore alla pubblica istruzione del Comune di Stradella Cristina Covini: «Io voterò quattro volte si. La ragione? Credo che si debba dare alle coppie sterili la possibilità di avere figli, uno stato moderno non può negare questo diritto. Poi sono favorevole alla ricerca sulle cellule staminali, che permetterà di curare gravi malattie. Certo nel rispetto di ciò che è etico». Deve ancora decidere Marika Gentile, responsabile marketing di Valvitalia («E' un tema complesso, difficile, che merita di essere approfondito, cosa che farò nei prossimi giorni»), mentre Franca Poggi, assessore al commercio del Comune di Stradella, dice: «Probabilmente voterò si, ma è innegabile che abbia, come cattolica, dei dubbi». Non ne ha, invece, Mariangela Veronese, responsabile dell'associazione bambini cardiopatici: «Voterò si ai quattro quesiti».
E cosi farà anche l'avvocato Manuela Albini: «La legge deve essere riformulata anche per essere più in sintonia con la normativa europea. Parlo a titolo del tutto personale - precisa -, anche perché sono convinta che il referendum del 12 e 13 giungo chiami in causa le coscienze delle persone e null'altro».

Pier Angelo Vincenzi