Tutti in fuga da Casa Bianca e Congresso
NEW YORK. Ordine di evacuazione, immediato. Si è scatenato il panico ieri alla Casa Bianca e al Congresso quando all'improvviso è arrivata la notizia di abbandonare gli edifici nevralgici del potere. Migliaia di persone si sono riversate per le strade nel cuore della capitale americana mentre gli agenti dei servizi segreti gridavano a funzionari, membri del Congresso e a tutto il personale di supporto di uscire subito.
Al centro di tutto, il timore di un attacco. L'evacuazione è durata meno di un'ora ma le conseguenze del fatto che un piccolo aereo da turismo sia riuscito a penetrare lo spazio aereo della capitale Usa si faranno sentire per parecchio tempo. Il pilota del Cessna non aveva intenzioni ostili ma per un errore di rotta ha dimostrato suo malgrado che il cuore del governo Usa è assai vulnerabile. L'areo infatti è giunto a meno di cinque chilometri dalla Casa Bianca benché lo spazio aereo proibito si estenda per un raggio di venticinque chilometri.
Il panico si è scatenato poco dopo le 11 di mattina, le 17 in Italia. Non appena è stato avvistato un velivolo che inspiegabilmente stava volando a brevissima distanza dalla Casa Bianca si sono levati in cielo due caccia militari F-16. Gli aerei del Pentagono hanno sparato due proiettili traccianti d'avvertimento in direzione del piccolo aereo, come prevedono le regole d'ingaggio. Il pilota, che non era in contatto con la torre di controllo, ha subito corretto la rotta e i caccia lo hanno scortato fino a terra. Se non avesse reagito tempestivamente i piloti dei caccia erano pronti ad abbatterlo. Pochi minuti dopo il Cessna è stato costretto ad atterrare a Frederick, nel vicino Maryland, dove l'uomo ai comandi è stato immediatamente arrestato. Con un amico si stava dirigendo in North Carolina ma inspiegabilmente si è verificato un errore nella rotta ed è finito in uno spazio aereo probitissimo. Basti pensare che dopo l'11 settembre sugli aerei in servizio fra New York e Washington è addirittura proibito a chiunque di alzarsi durante l'ora di volo. In caso contrario i piloti hanno l'ordine di deviare su altra destinazione.
Il presidente Bush non si trovava alla Casa Bianca ieri mattina e dunque non si è mai temuto per la sua vita. Ma il vicepresidente Cheney invece è stato immediatamente portato in un bunker segreto temendo che ci fosse in corso un attacco terroristico.
Per gli sventurati piloti la questione non si è chiusa in fretta. L'intelligence americana infatti ha aperto un'inchiesta e sta verificando ogni minimo particolare relativo al passato dei due uomini a bordo del Cessna. I due piloti appartengono al Vintage Aero Club ed erano ben consapevoli delle zone interdette che costellano il cielo di Washington. Il pilota Jim Sheaffer, il più esperto dei due, e lo studente pilota Troy Martin, erano decollati col Cessna 152 ieri mattina dall'aeroporto di Smoketown, in Pennsylvania, nella Contea Lancaster (famosa per le comunità Amish) per recarsi ad assistere ad uno show aereo a Lumberton, in North Carolina.
Andrea Visconti