Suardi, ladri di mobili alla cascina San Michele

SUARDI.Invece di andare al mercatone del mobile, il ladri hanno scelto gli arredi alla cascina San Michele, a casa del professor Felice Burzi, 65 anni. Una stanza intera: tavolo, cinque sedie, una scrivania, una cassapanca, due quadri e suppellettili varie, prelevati nella notte fra giovedi e venerdi scorso.
«Arredi degli anni Cinquanta, di valore relativo. Ma io c'ero affezionato», spiega Burzi. Insegnante in pensione, vive a Pavia: a Suardi, suo paese di origine ha mantenuto una seconda casa. «Dove però non resto mai a dormire, tranne qualche volta in estate», racconta. «Quindi in casa non c'era nessuno quando i ladri sono entrati e hanno lavorato indisturbati». Conoscevano bene il posto, o comunque avevano fatto un sopralluogo molto accurato, secondo il professor Burzi.
«Infatti, sono passati dal cancello secondario, quella da cui transitano i mezzi agricoli, raggiungibile da una stradina sterrata». La via ideale per entrare nella cascina, dove comunque vivono altre famiglie, senza dare nell'occhio.
Spaccato il lucchetto del cancello, hanno forzato la porta al piano terra. Poi hanno caricato i mobili su un furgone, di cui sono rimaste le tracce nell'aia.
«Quindi, dovevano essere almeno in due, altrimenti non sarevvero riusciti a caricare quei vecchi mobili su un camioncino». A casa Burzi, è il secondo furto di mobili messo a segno in 4 anni: «La prima volta, a dire la verità - conclude il professor Felice Burzi - avevano preso solo un comò. E anche una lampada a petrolio». (a.m.)